Saccardi e Bugli (Toscana): “La sanità non è tra le priorità di questo governo”
Di ritorno dall'incontro avuto questa mattina a Roma, come Conferenza delle Regioni, con il ministro della salute Giulia Grillo e il sottosegretario all'economia Laura Castelli, gli assessori al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi, e alla presidenza e al bilancio Vittorio Bugli si dicono decisamente insoddisfatti degli annunci del ministro e delusi dagli esiti dell'incontro.
"L'aumento di un miliardo nel 2019 (circa 67 milioni per la Toscana), peraltro già previsto dal precedente governo, non è sufficiente a garantire i bisogni di salute di salute dei cittadini – commenta Vittorio Bugli – Il ministro dica chiaramente se vuole fare aspettare ancora i medici, giustamente in lotta, per avere il rinnovo del contratto dopo nove anni. Solo il contratto ha un costo stimato di 800 milioni: come pensiamo di far fronte? Non solo: non abbiamo avuto risposte soddisfacenti neppure per la copertura economica del contratto dei dipendenti della sanità pubblica. E il ministro dica anche come intende garantire che in tutto il Paese chi ha bisogno possa avere accesso ai farmaci innovativi che arriveranno sul mercato, visto che solo questi hanno un costo stimato in poco meno di un miliardo. Vogliamo farli aspettare ancora? Solo queste due voci sono ben oltre il miliardo di aumento concesso per il 2019. Come pensiamo di chiamare tutto questo se non una oggettiva contrazione dei servizi?".
"Nessuna soluzione anche sul fabbisogno di medici – osserva Stefania Saccardi -, per il quale, dopo il ridicolo balletto sull'abolizione del numero chiuso a medicina, il ministro si limita all'annuncio di 1.000 borse in più di specializzazione, per le quali però non è stato reperito alcun finanziamento. Nulla di fatto anche per l'abolizione dei limiti di assunzione del personale, che resta fissato alla spesa del 2004 meno l'1,4%, con la promessa di un tavolo per discutere il superamento".
"Il ministro – aggiunge l'assessore al diritto alla salute – ha annunciato con la solita demagogia lo stanziamento di 50 milioni per l'abbattimento delle liste di attesa, che oltre ad essere una somma del tutto inadeguata senza l'abolizione del limite di assunzioni, rischia di spostare ancora di più la sanità verso la privatizzazione. Peraltro senza nemmeno perseguirla fino in fondo, stante il mancato ritocco dei tetti per la convenzionata. Siamo curiosi di capire come potremo spendere queste risorse per abbattere le liste di attesa. Un'altra misura demagogica per dare fumo negli occhi. Ugualmente senza soluzione il tema del payback farmaceutico e gli investimenti sanitari, che restano non ben definiti".
"Confidiamo – concludono i due assessori toscani – nell'iniziativa del presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini per migliorare questa situazione, ma al momento prendiamo atto che la sanità non è tra le priorità di questo governo, che preferisce l'assistenzialismo del reddito di cittadinanza piuttosto che la tutela della salute dei cittadini".
18 Ottobre 2018
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