Pubblicità sanitaria. Ddl della Lega (Boldi) con regole più stringenti. Il plauso di medici e dentisti milanesi: “Si concretizzano le nostre osservazioni”

Pubblicità sanitaria. Ddl della Lega (Boldi) con regole più stringenti. Il plauso di medici e dentisti milanesi: “Si concretizzano le nostre osservazioni”

Pubblicità sanitaria. Ddl della Lega (Boldi) con regole più stringenti. Il plauso di medici e dentisti milanesi: “Si concretizzano le nostre osservazioni”
Presentata dalla vicepresidente della Commissione Affari Sociali, Rossana Boldi, prevede, tra le altre cose, l’esclusione di qualsiasi elemento di carattere promozionale e la verifica preventiva del messaggio pubblicitario da parte degli Ordini territoriali e della Federazione in caso di messaggi diffusi su scala nazionale. Per l’Omceo e la Cao Milano “una proposta fortemente ancorata all'art. 32, che tutela il cittadino nella sua libera e ragionata scelta di ciò è meglio per la sua salute senza che il suo discernimento sia condizionato da messaggi fuorvianti”. IL TESTO

L’Ordine dei Medici e la Cao di Milano accolgono con favore la Proposta di legge, depositata alla Camera da Rossana Boldi (Lega), vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. Queste in sintesi le novità del Ddl:

1) “Le informazioni in ambito Sanitario devono escludere qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestionale nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente”;

2) “Verifica preventiva del messaggio pubblicitario da parte degli Ordini territoriali di competenza e della Federazione in caso di messaggi diffusi su scala nazionale, lasciando valido il principio del silenzio assenso (per evitare che gli Ordini, soprattutto i grandi, vengano paralizzati da pratiche per il rilascio autorizzativo), rimanendo comunque salvo la possibilità di controllo successivo con connessa facoltà di emissione di motivato provvedimento ordinistico locale o centrale che ne impedisca la diffusione”;

3) “In caso di violazione delle disposizioni sull’informativa Sanitaria, gli Ordini territoriali, anche su segnalazioni delle Federazioni, procedono in via disciplinare nei confronti dei professionisti o delle società iscritti e segnalano all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM e non più AGCM), per l'eventuale adozione dei provvedimenti sanzionatori di competenza”.

4) “Vincolo di iscrizione dei direttori sanitari presso l’Ordine territoriale in cui si trova la struttura da loro diretta, per permettere agli Ordini di competenza di effettuare un efficace controllo deontologico sulle informative sanitarie”.

“Da anni andiamo sostenendo che l'attuale deriva commerciale pubblicitaria nella sanità sarebbe il frutto di una estensiva e non appropriata interpretazione delle normative vigenti, mantenendo, tra l’altro, nel suo Codice Deontologico, insieme a pochi altri Ordini in Italia, il divieto di effettuare pubblicità commerciale in ambito sanitario”, spiega l’Omceo Milano.
 
“Proprio sulla base di questo convincimento – ricorda il presidente Roberto Carlo Rossi -, tre anni fa, commissionammo allo studio legale del Prof. Scoca e Associati di Roma un Parere Pro Veritate sulla Pubblicità Sanitaria. L’approfondita analisi del nostro impianto normativo è arrivata alla conclusione che in Italia non è mai stata liberalizzata la pubblicità commerciale in campo sanitario, ma, dopo la legge Bersani, solo quella informativa”.

Anche a seguito di un articolato confronto, la Federazione Nazionale degli Ordini del Medici ha istituito una Commissione sulla pubblicità sanitaria presieduta dallo stesso Rossi che oggi sottolinea  come “il lavoro, condotto anche in collaborazione con la Commissione Albo Odontoiatri nazionale e con ANDI e AIO, si sia concretizzato nella Proposta di legge, depositata alla Camera dall’Onorevole Rossana Boldi”.

Per Rossi e il Presidente CAO di Milano Andrea Senna, quella dell’on. Boldi è infatti una proposta di legge “fortemente ancorata all'art. 32 della Costituzione, che tutela il cittadino/paziente nella sua libera e ragionata scelta di ciò è meglio per la sua salute senza che il suo discernimento sia condizionato da messaggi fuorvianti. Ma che trova anche conforto nella sentenza della Corte di Giustizia Europea del 4 maggio 2017 che, di fatto, usando quasi le stesse parole del Parere Pro Veritate, raccomandava gli Ordini di controllare l'informazione sanitaria a tutela della salute e della libera determinazione del paziente”.

 “Ci auguriamo – concludono Rossi e Sanna – che questa proposta di legge possa concretizzarsi in tempi ragionevoli nell’interesse di tutti i cittadini italiani”.

31 Ottobre 2018

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