Ragazzi: il “patto sulla riservatezza” con il medico è fondamentale

Ragazzi: il “patto sulla riservatezza” con il medico è fondamentale

Ragazzi: il “patto sulla riservatezza” con il medico è fondamentale
Un rapporto con i propri medici basato sulla fiducia e sulla garanzia di riservatezza consente ai più giovani di affrontare problemi di salute che altrimenti verrebbero taciuti. Uno studio americano ha misurato la frequenza con la quale vengono affrontati gli argomenti più spinosi quando tra medico e giovane paziente c’è un “patto sulla riservatezza”.

(Reuters Health)– Stringere un patto sulla riservatezza con il proprio medico aiuta i giovani a confidarsi e chiedere consiglio sulle questioni di salute più delicate.

Secondo uno studio della Mailman School of Public Health solo un terzo degli adolescenti statunitensi lo fa, ma questo poi si traduce in maggiore fiducia nei confronti del proprio medico.

La Task Force statunitense sulla Prevenzione e altri gruppi raccomandano ai giovani di sottoporsi a screening e counseling per infezioni sessualmente trasmissibili (Ist), Hiv, tabacco, alcol, obesità e altri problemi di salute.

Lo studio

Per indagare sui fattori che potrebbero facilitare queste conversazioni, i ricercatori della Columbia University di New York, guidati da John Santelli, hanno intervistato 1.509 ragazzi tra i 13 e i 26 anni chiedendo loro, all’interno di una lista di 11 argomenti di salute, di quanti ne avessero discusso con il proprio medico durante la visita effettuata più di recente.

In media, le giovani donne hanno discusso di 3,7 argomenti, mentre i ragazzi hanno avuto una media di 3,6.

Gli argomenti più discussi sono stati problemi di salute mentale ed emotivi (55%), uso di droghe o alcol (46%), consumo di tabacco (44%) e rendimento scolastico (43%).

Gli argomenti meno comunemente trattati riguardavano la sicurezza delle armi (14%), l’orientamento sessuale (20%) e l’abuso sessuale o fisico (21%).

I partecipanti allo studio che avevano dichiarato di aver un patto sulla riservatezza con il proprio medico, hanno discusso una media di 4,4 argomenti, contro i 2,9 di coloro che non avevano lo stesso rapporto.

Quando gli autori hanno esaminato solo tre argomenti (tabacco, droghe e alcol, e Ist/Hiv), hanno scoperto che le il clima confidenziale e di fiducia tra medico e giovane paziente era legato a una probabilità significativamente maggiore di parlare di questi argomenti (odds ratio aggiustato, 1.85-2.00), così come di completare una checklist sanitaria o un questionario nel corso della visita (aOR, 1.78-1.96) e di passare più tempo con il medico (aOR, 2.46-3.09 per 30 minuti o più a lungo rispetto a meno di 10 minuti).

I commenti

“Molti giovani pazienti non si sentono sicuri di parlare di certe cose con il proprio medico, o temono che il dottore riferirà immediatamente ai genitori i contenuti della discussioni– osserva Santelli – Il patto sulla riservatezza è davvero un passo importante per rassicurare i giovani”.

 

Fonte: Pediatrics 2019

Anne Harding

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Nutri & Previeni)

Anne Harding

18 Gennaio 2019

© Riproduzione riservata

Prurito. Dermatologi: “Riconoscerlo come malattia e campanello d’allarme di condizioni sistemiche”
Prurito. Dermatologi: “Riconoscerlo come malattia e campanello d’allarme di condizioni sistemiche”

Fastidioso, persistente, talvolta insopportabile: il prurito è uno dei sintomi più diffusi nella popolazione generale e, nelle forme croniche, può incidere sulla qualità della vita in modo paragonabile al dolore...

Come migliorare le prestazioni degli atleti attraverso il riposo
Come migliorare le prestazioni degli atleti attraverso il riposo

La gestione del riposo notturno rappresenta una componente critica nel recupero dell'atleta, con implicazioni dirette sulla salute sistemica e sulla performance. Una recente indagine pubblicata sulla rivista International Journal of...

COVID-19: nello studio COMPARE il vaccino proteico di Sanofi riduce gli effetti avversi
COVID-19: nello studio COMPARE il vaccino proteico di Sanofi riduce gli effetti avversi

In tutti gli endpoint predefiniti dello studio COMPARE, il vaccino anti-COVID-19 a base proteica non mRNA di Sanofi (NVX-CoV2705 ) ha mostrato una reattogenicità sistemica significativamente inferiore rispetto al vaccino...

Trisomia 21, anche una reazione autoimmune dietro la Sindrome di Down. Lo Studio della Cattolica
Trisomia 21, anche una reazione autoimmune dietro la Sindrome di Down. Lo Studio della Cattolica

La Sindrome di Down potrebbe dipendere in alcuni casi anche da una reazione autoimmune – in cui gli anticorpi materni attaccano la membrana che riveste l’ovocita – e questo meccanismo...