Terapia del dolore. I ritardi nella formazione e i dubbi sull’appropriatezza prescrittiva

Terapia del dolore. I ritardi nella formazione e i dubbi sull’appropriatezza prescrittiva

Terapia del dolore. I ritardi nella formazione e i dubbi sull’appropriatezza prescrittiva

Gentile Direttore,
in riferimento al recente rapporto del Ministero della Salute sulle cure palliative e la terapia del dolore mi piacerebbe esprimere le mie perplessità da oncologo medico e ricercatore nel campo delle terapie di supporto e cure palliative in oncologia. Sono profondamente sconcertato per alcuni punti del testo, in particolar modo del fatto che l’unica informazione significativa sulla terapia del dolore attiene al consumo territoriale di farmaci oppioidi, non sull'effettiva appropriatezza prescrittiva e nemmeno sul livello di formazione in materia da parte del prescrittore.
 
Senza considerare il fatto che non possiamo considerare il numero di Hospice un effettivo indice di outcome della legge n. 38 del 15 marzo 2010 in termini di “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” se è vero che in molte (81%) realtà residenziali non si ha un'equipe "dedicata" nelle 24 ore e il 72% non riceve un'assistenza specialistica a domicilio, in un contesto inoltre in cui il numero di giornate di cure palliative erogate a domicilio resta assai distante dallo standard individuato dal DM n. 43 del 2007.
 
In ambito accademico, la legge n. 38/2010 ha trovato attuazione pressoché esclusivamente nell’istituzione dei Master di I e di II livello a pagamento (D.M. 4.4.2012, G.U. Serie Generale n. 89 del 16.4.2012). Gli ordinamenti didattici rimangono non aggiornati e a formazione medica universitaria in Cure Palliative e Medicina del dolore presenta gravi lacune e molte disparità tra i differenti atenei italiani.
 
In tali discipline, infatti, l’Italia offre un livello di insegnamento lontano dalle esperienze formative più significative e rilevanti di altri paesi ed in questo sicuramente giocano e giocheranno un ruolo fondamentale l'attività e la compartecipazione di tutte le società scientifiche coinvolte.
 
Come scrisse qualcuno "Credo  essere  giunto al punto di poter esprimere la mia opinione su  qualcosa che occupa la mia mente da parecchi anni e mi è costato  parecchio arrivare a realizzare".
 
Raffaele Giusti
Oncologo medico

04 Febbraio 2019

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