Anziani e infezioni polmonari. Sigot: “Vaccini necessari ma non sufficienti, è allarme multiresistenza”

Anziani e infezioni polmonari. Sigot: “Vaccini necessari ma non sufficienti, è allarme multiresistenza”

Anziani e infezioni polmonari. Sigot: “Vaccini necessari ma non sufficienti, è allarme multiresistenza”
Il tema al centro del 14° Congresso di Cardiogeriatria in corso a Roma. “Ridurre il rischio di incorrere in bronchiti e polmoniti è possibile grazie all'uso di due vaccini”, ma “ovviamente tali vaccini non garantiscono una copertura totale, perché esistono tante altre possibilità di contrarre tali malattie. Soprattutto a causa dei germi multiresistenti”.

"Quello della multiresistenza è un problema gravissimo, ed è causato da un abuso di antibiotici, sia per colpa dei pazienti che dei medici", spiega Filippo Fimognari, Direttore della UOC di Geriatria, Azienda Ospedaliera di Cosenza, e Presidente SIGOT durante il 14° Congresso di Cardiogeriatria, che proseguirà sino a stasera presso l'Ergife Palace Hotel, in via Aurelia 619, a Roma.
 
“Le infezioni polmonari – rileva la Sigot – nel soggetto anziano si suddividono in due grandi famiglie: quelle bronchiali, che coinvolgono i bronchi, e le polmoniti, riguardanti il tessuto polmonare. Sono entrambe molto frequenti, e colpiscono anche soggetti che non erano mai stati affetti da patologie respiratorie. Se da un lato i soggetti che hanno sofferto di malattie quali bronchite cronica, asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva sono più predisposti, dall'altro a rischio sono anche pazienti che hanno sempre goduto di una buona salute”.
 
“Eppure – si sottolinea – bronchiti e polmoniti compaiono tra le principali cause di ricovero negli anziani fragili. E queste determinano ulteriori conseguenze, in primis l’insufficienza respiratoria, che consiste in un abbassamento della quantità di ossigeno nel sangue arterioso, patologia che richiede l'uso dell'ossigenoterapia o della respirazione meccanica. Ma possono provocare anche gli scompensi cardiaci e, a volte, la morte”.
 
 
Di tutto ciò se ne parla durante il 14° Congresso di Cardiogeriatria, che proseguirà sino a stasera presso l'Ergife Palace Hotel, in via Aurelia 619, a Roma. L'appuntamento, organizzato da SIGOT, Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio, e presieduto da Francesco Vetta Lorenzo Palleschi, è rivolto a specialisti e professionisti che condividono l’interesse per la prevenzione, la cura, il trattamento della persona anziana con patologie cardiovascolari al fine di garantire un invecchiamento sempre più attivo ed in salute. Si affronteranno, in particolare, tematiche quali l'insufficienza cardiaca, le comorbidità, l'approccio chirurgico e non a patologie valvolari dell'anziano, nonché l'impiego di device per la re-sincronizzazione cardiaca e per la prevenzione della morte improvvisa, cercando di dare luce a tutte le esperienze sul campo.
 
 
“Ridurre il rischio di incorrere in bronchiti e polmoniti è possibile – evidenzia Sigot – , grazie all'uso di due vaccini. Quelli consigliati, particolarmente indicati nei pazienti anziani che presentano comorbidità e quindi maggiormente esposti a queste infezioni polmonari, sono quelli di tipo anti-influenzale, che agisce sul virus, e quello antipneumococcico, che combatte il batterio pneumococco, che induce spesso polmoniti contratte in comunità, quindi fuori dalle strutture ospedaliere”. 

"Seppur sembri meno importante, il vaccino influenzale non va assolutamente trascurato – dichiara Filippo Fimognari, Direttore della UOC di Geriatria, Azienda Ospedaliera di Cosenza, e Presidente SIGOT – perché l'influenza può innescare complicanze e debolezze che possono provocare conseguenze ben più gravi del semplice stato febbrile. Ovviamente tali vaccini non garantiscono una copertura totale, perché esistono tante altre possibilità di contrarre tali malattie. Soprattutto a causa dei germi multiresistenti, che determinano infezioni più o meno gravi che attaccano vari organi, e che resistono a molti degli antibiotici comunemente usati”.
 
 
“Quello della multiresistenza – prosegue Fimognari – è un problema gravissimo, ed è causato da un abuso di antibiotici, sia per colpa dei pazienti che dei medici. I germi, quindi, sono stati protagonisti di una "selezione naturale" per cui, quelli rimasti, sono quelli che sono riusciti ad adeguarsi alle varie situazioni. Sono necessarie, in questi casi, politiche ad hoc per contrastare tale fenomeno, che diventa sempre più urgente. A condizionare la salute esterna, ovviamente, ci sono anche altri fattori, dal riscaldamento degli ambienti alla pulizia e salubrità degli stessi. Però a pesare maggiormente è il quadro clinico del paziente”.
 

15 Marzo 2019

© Riproduzione riservata

Farmaci essenziali, accordo Ue contro le carenze: più produzione in Europa e acquisti comuni
Farmaci essenziali, accordo Ue contro le carenze: più produzione in Europa e acquisti comuni

Via libera all’accordo provvisorio tra Parlamento e Consiglio Ue sul nuovo regolamento per affrontare le carenze di medicinali critici nell’Unione europea. L’intesa punta a rafforzare la produzione europea, ridurre la...

Hantavirus. L’Oms ringrazia la Spagna: “Sbarco umano e necessario, isolare tutti sulla nave sarebbe stato crudele”
Hantavirus. L’Oms ringrazia la Spagna: “Sbarco umano e necessario, isolare tutti sulla nave sarebbe stato crudele”

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha espresso profonda gratitudine al governo spagnolo per aver accolto la nave da crociera MV Hondius e aver gestito lo sbarco e il rimpatrio dei passeggeri,...

Hantavirus. L’Ema mappa i possibili farmaci antivirali e anticorpi monoclonali. “Nessun collegamento con i vaccini anti-Covid”
Hantavirus. L’Ema mappa i possibili farmaci antivirali e anticorpi monoclonali. “Nessun collegamento con i vaccini anti-Covid”

L'Agenzia europea del farmaco sta monitorando attivamente il focolaio di Hantavirus collegato alla nave da crociera, in coordinamento con altri organismi dell'Unione Europea. Lo ha comunicato l'Ema in una nota,...

Troppo sale per gli italiani. Iss: “Solo una persona su sei rispetta i limiti Oms”
Troppo sale per gli italiani. Iss: “Solo una persona su sei rispetta i limiti Oms”

Nonostante i progressi degli ultimi anni, il consumo di sale in Italia in media resta superiore ai livelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo evidenziano i dati preliminari dell’indagine nazionale...