Un “service point di guardia medica” accanto al PS del San Maurizio? La Cisl Medici dice no

Un “service point di guardia medica” accanto al PS del San Maurizio? La Cisl Medici dice no

Un “service point di guardia medica” accanto al PS del San Maurizio? La Cisl Medici dice no
Il sindacato chiede “la convocazione del Comitato provinciale ex art.24 della medicina generale per relazionare chi fino ad oggi non è mai stato messo al corrente, in maniera antisindacale, di quanto stava organizzando l'Azienda, che si confrontava fuori normativa con alcuni sindacati”. Per la Cisl Medici, comunque, “i medici di CA hanno diritto a svolgere l'attività professionale specialistica per la quale sono stati formati, in sedi prettamente di continuità assistenziale, senza strane denominazioni”.

“Pensare di istituire a Bolzano, presso l'Ospedale San Maurizio,da parte aziendale ‘un service point di guardia medica’ al fianco del Pronto soccorso, all'interno della stessa struttura ospedaliera, senza alcuna concertazione con tutte le OOSS della medicina generale è alquanto bizzarro. Non riteniamo, al momento, fattibile alcunchè in riferimento a quanto previsto dall'attuale accordo collettivo provinciale e nazionale  agli articoli del Capo III. Non appare neppure fattibile, come suggeriscono altri sindacati, che si decida tutto all'interno di un Comitato aziendale; ancor meno che si affigga una delibera all'albo pretorio che contrasta con la nuova giurisprudenza telematica”. È questa l’opinione di Nicola Paoli, coordinatore Nazionale Cisl medici di medicina generale e componente del Comitato ex art.24 provinciale della Provincia autonoma di Bolzano.
 
Paoli ritiene “obbligatoria "la convocazione del Comitato provinciale ex art.24 della medicina generale per relazionare chi fino ad oggi non è mai stato messo al corrente, in maniera antisindacale, di quanto stava organizzando l'Azienda,che si confrontava fuori normativa con alcuni sindacati e non con tutti quelli maggiormente rappresentativi per la medicina generale”.

Per Paoli, comunque, la premessa è che “i medici di continuità assistenziale della provincia autonoma di Bolzano hanno diritto a svolgere l'attività professionale specialistica per la quale sono stati formati, in sedi prettamente di continuità assistenziale,senza strane denominazioni inglesi piuttosto che altoatesine, con le strumentazioni, i farmaci e le apparecchiature della continuità assistenziale, nelle ore previste dall'accordo vigente. Quindi non quella che passa attraverso triage o centralinisti di ultima generazione, nè quella che dimentica tutele assicurative e linee guida della continuità asssistenziale”.

Il sindacalista chiede che sia chiarito se le sedi di Ca siano “una (Podini Holding) o due (compresa la sede presso l'Ospedale) o tre (Laives) o quattro (Appiano),.Ci si spieghi perchè la popolazione di Bolzano che gravita sulla sede presso Podini Holding dovrebbe ritrovarsi con un medico in meno di quello che va al S.Maurizio e perchè al San Maurizio dovrebbero attivarsi dei medici di meno per una popolazione che da tutte le valli dell'Alto Adige può scendere sull'Ospedale di Bolzano”.

Per Paoli va inoltre spiegato “per quale motivo non vengono fatti i concorsi per le altre sedi previste dall'ACN su tutto il territorio provinciale e per quale motivo non si garantiscano i posti ai 108-110 medici di continuità assistenziale che dovrebbero lavorare in quelle sedi.Tenendo presente che con la Legge nazionale sulla semplificazione di dicembre 2018 e con il nuovo ACN del 3 marzo 2018 è possibile istituire ogni mese un concorso per i medici di continuità assistenziale fino ad assegnare la piena titolarità a quanti,ora, sono solo precari”.

“Cisl medici – conclude Paoli – impugnerà con i suoi medici di continuità assistenziale qualsiasi atto amministrativo o organizzativo che violi l'accordo attuale dei suddetti medici  della provincia di Bolzano e non permetterà,se non attraverso una trattativa con la categoria delle ex guardie ,mediche, alcun passo in avanti illegittimo da parte aziendale o provinciale”.

21 Marzo 2019

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