Dal 23 febbraio su Rai Radio2. Tutti sommelier per bere “giusto”

Dal 23 febbraio su Rai Radio2. Tutti sommelier per bere “giusto”

Dal 23 febbraio su Rai Radio2. Tutti sommelier per bere “giusto”
Scaricabile anche in podcast, il corso per sommelier, in collaborazione con l’Ais. Appuntamento ogni giovedì alle 20.00 a Decanter, la nota trasmisione radiofonica con Fede e Tinto. Uno strumento per insegnare a giovani e adulti l'uso consapevole del bere evitando l'abuso.

Imparare a bere giusto per bere meno. Come? Una soluzione alla portata di tutti arriva “on air”.
@RaiRadio2 e Decanter, il programma radiofonico dedicato all’enogastronomia e dintorni, condotto da Fede & Tinto, lanciano il primo corso per sommelier in collaborazione con Ais, l’Associazione italiana sommelier. Un modo nuovo per insegnare a giovani e adulti, a bere in maniera “responsabile”.

Se, infatti, gli adulti bevono meno, meglio e con gusto, tra i giovani la tendenza allo “sballo” alcolico aumenta sempre di più, come testimoniano gli ultimi dati del Censis che hanno delineato il quadro su consumi e mutamenti sociali delle bevande alcoliche tra il 1991-2010. E così, nonostante la percentuale di consumatori di bevande alcoliche (75%) sia rimasta costante nel tempo, tra i giovani si registra un incremento tra chi esagera. Oggi come 20 anni fa, tre giovani su quattro tra i 15 e i 24 anni si definiscono consumatori di alcolici. Il 60% dice di bere birra, una percentuale che oscilla tra il 50 e il 40% predilige il vino, il 40% gli aperitivi e il 30% super alcolici. Ma se nel tempo il consumo di birra è lievemente aumentato e si è ridotto quello di vino, quello dei superalcolici è cresciuto del 20%.
 
Imparare a bere "giusto" diventa quindi indispensabile. “L’idea di dedicare alla cultura del vino una serie di trasmissioni tra cui Decanter – ha detto Bruno Socillo, direttore di Radio Rai – è una maniera per il servizio pubblico di avvicinare le persone alla cultura del vino. Per farli diventare appassionati e non maniaci. Per insegnare un uso ragionevole e consapevole del bere allontanandoli dall’abuso. Eccessi nei quali si cade quando un oggetto diventa misterioso e peccaminoso perché non se ne conoscono pregi e difetti, valori ed anche quantità attraverso le quali saper gustare senza cadere nel vizio”.
“Vogliamo offrire ai nostri ascoltatori, con il contributo dei docenti dell’Ais, un’informazione corretta – ha aggiunto Flavio Mucciante, direttore RaiRadio2 – rendendola accessibile a tutti. Tanti ragazzi gratuitamente potranno accedere al corso, magari diventato un domani loro stessi dei divulgatori di una cultura del vino e del bere giusto che in parte potrà contribuire a contrastare i rischi e i disagi degli abusi che i dati testimoniano”.
 
Le lezioni settimanali saranno tenute da docenti ufficiali dell’Ais che si alterneranno di volta in volta ai microfoni di Radio2 per insegnare a tutti gli ascoltatori, l’arte del bere. Il programma del corso si articola attraverso tre aree tematiche: l’arte della degustazione, le vigne e le cantine d’Italia e il corretto abbinamento del vino con il cibo. Sette puntate per ciascuna sezione, in diretta il giovedì alle ore 20, ma sempre disponibili tramite il podcast sul sito di Radio2.
 
Al termine di ogni sessione gli ascoltatori potranno testare la loro preparazione con test di verifica on line che saranno pubblicati sul sito della rete. E quanti supereranno la prova, conquisteranno un attestato dell'Associazione italiana sommelier.
 
“Tutte le iniziative di educazione al bere responsabile – ha spiegato Paolo Lauciani, docente Ais e vice preside in un liceo romano – sono positive. L’esperienza mi ha insegnato che stimolando la curiosità dei giovani verso il vino, parlo di giovani in età responsabile, riescono ad apprezzarlo, imparano a degustarlo e conseguentemente a consumarlo di meno congliendone la qualità”.
Insomma, una forma di prevenzione? Sicuramente sì, ha risposto Lauciani: “Come diceva Thomas Jefferson, il vino è il miglior mezzo preventivo contro l’ubriachezza, perché conoscere il vino vuol dire avvicinarsi a un mondo di grande cultura. E lo si fa con enorme rispetto. E i giovani, se stimolati nella loro curiosità, mostrano questo rispetto nei confronti del vino, forse meglio e più degli adulti”.

21 Febbraio 2012

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