Regionalismo differenziato. La versione di Grillo/2: “Politiche del personale bloccate da troppi veti sindacali. Servono nuove regole ma anche incentivi per aree critiche, a partire dai Pronto soccorso”

Regionalismo differenziato. La versione di Grillo/2: “Politiche del personale bloccate da troppi veti sindacali. Servono nuove regole ma anche incentivi per aree critiche, a partire dai Pronto soccorso”

Regionalismo differenziato. La versione di Grillo/2: “Politiche del personale bloccate da troppi veti sindacali. Servono nuove regole ma anche incentivi per aree critiche, a partire dai Pronto soccorso”
"Di fronte alle richieste di più autonomia da parte delle Regioni, cosa dovrei rispondere da Ministro? Che dobbiamo continuare ad interloquire a livello centrale con decine di sindacati? In Italia abbiamo una bellissima realtà associativa, ma alla fine troppi interlocutori non ti portano mai ad una soluzione. C’è sempre qualche sindacato scontento. Io su questi temi faccio riunioni da settembre e, come accade ogni volta, se una cosa va bene ad una poi non va bene all’altra". Così il ministro della Salute nel botta e risposta con i componeti della Commissione sul federalismo durante la sua audizione.

"Io sono la prima a sostenere l’unità del Paese. Ma alle Regioni che lamentano concrete emergenze, come quella riguardante il personale, cosa devo dire? Questa rappresenta la questione delle questioni, riguarda tutto il Paese ed è stata causata da una serie di ritardi di riforme e programmazioni mai affrontati in questi anni". 
 
Così la ministra Giulia Grillo, audita questa mattina presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, è intervenuta rispondendo alle domande dei parlamentari presenti. Al centro della sua replica il tema del personale. Nel tracciare il quadro dell'attuale situazione Grillo non rispamia critiche a nessuno, dai sindacati alle stesse Regioni.
 
"Iniziamo dai medici di medicina generale. Sto provando a risolvere questa questione attraverso un decreto, ma con resistenze enormi da parte delle Federazioni dei medici di medicina generale. Queste resistenze di Federazioni, sindacati e Regioni hanno impedito negli anni un processo di cambiamento necessario. Negli anni non abbiamo infatti recepito interamente la direttiva europea che dava la possibilità, ad esempio, di fare il part time. Quindi di far sì che i medici di medicina generale, mentre si formavano, potessero contemporaneamente prendere i posti in graduatoria. Invece cosa è successo? Che i medici di medicina generale senza titoli si sono trovati a far tutto senza però poter accedere ai posti da titolari perché, nel mentre, non hanno potuto prendere il titolo. In questo modo si è alimentato precariato", ha spiegato Grillo.

"Stessa cosa è successa nell’area dell’emergenza-urgenza dove, ai concorsi, non si presentavano medici con i titoli. Tutto questo perché le scuole di specializzazione di quest'area sono partite tardi e quindi ci troviamo oggi con pochissimi specialisti. E a questo punto ci si trova a dover ricorrere a persone senza titoli, ai precari. Da qui, su richiesta delle stesse Regioni, abbiamo aperto alla possibilità di far partecipare ai concorsi anche chi, pur senza titoli, ha svolto queste attività negli ultimi anni. Senza questa soluzione, se si dovesse contare solo su specialisti con i titoli, ci troveremo nella situazione di dover chiudere i Pronto Soccorso per carenza di personale. Questa è la verità – ha sottolineato Grillo -. Questa è l’emergenza da risolvere".
 
"Bisogna poi iniziare anche a dire – e lo dico da medico – che lavorare in emergenza-urgenza e lavorare nella corsia di un polo specialistico di dermatologia non è esattamente la stessa cosa. Ci sono delle aree specialistiche che vanno necessariamente incentivate. Allo stesso modo vanno incentivate le aree più disagiate, altrimenti in determinati posti non ci va nessuno, né medici di medicina generale né pediatri di libera scelta. Tutte queste cose, se non vengono corrette, finiranno per mettere del tutto in ginocchio il sistema", ha aggiunto il ministro.
 
"Di fronte a questa situazione che ho descritto, e alle richieste di più autonomia da parte delle Regioni, cosa dovrei rispondere da Ministro? Che dobbiamo continuare ad interloquire a livello centrale con decine di sindacati? In Italia abbiamo una bellissima realtà associativa, ma alla fine troppi interlocutori non ti portano mai ad una soluzione. C’è sempre qualche sindacato scontento. Io su questi temi faccio riunioni da settembre e, come accade ogni volta, se una cosa va bene ad una poi non va bene all’altra", ha concluso Grillo.

 
 
G.R.

10 Aprile 2019

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