Ospedale di Rieti, 18mila cittadini chiedono status straordinario: “Dopo il terremoto è di fatto l’unico attivo nel territorio”

Ospedale di Rieti, 18mila cittadini chiedono status straordinario: “Dopo il terremoto è di fatto l’unico attivo nel territorio”

Ospedale di Rieti, 18mila cittadini chiedono status straordinario: “Dopo il terremoto è di fatto l’unico attivo nel territorio”
"Un ospedale in una situazione di grande sofferenza, che si trova per di più a essere l’unico punto di riferimento per tutta la Provincia di Rieti”. Questa la situazione illustrata ieri mattina in Consiglio regionale a Roma dal Coordinamento reatino per il diritto alla salute e politiche sociali che ha presentato una petizione firmata da migliaia di cittadini. Tra le richieste, quella di applicare le stesse regole già attuate nella zona terremotata dell'Abruzzo.

"Un ospedale in una situazione di grande sofferenza, che si trova per di più a essere, in pratica, l’unico punto di riferimento per tutta la Provincia di Rieti. Questa la situazione illustrata ieri mattina in commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio dal Coordinamento reatino per il diritto alla salute e politiche sociali, che ha presentato una petizione sottoscritta da più di 18mila cittadini in cui si richiede, in sostanza, che la sospensione delle regole sul rapporto fra bacino di utenza e livello dei servizi già attuata nella zona terremotata dell’Abruzzo sia applicata anche alla Provincia di Rieti, interessata a sua volta da un sisma devastante". È quanto si legge in una nota della Regione Lazio.
 
"I cittadini chiedono anche che il laboratorio di analisi torni operativo a tutti gli effetti – prosegue la nota -, mentre adesso deve far riferimento al San Filippo Neri, la realizzazione del laboratorio di biologia molecolare, il blocco della riorganizzazione del centro trasfusionale che dovrebbe diventare mero punto di raccolta sangue. Il coordinamento, infine, ha denunciato il depotenziamento dei reparti: complessivamente 14 su 28 sono senza primario o sono stari declassati a semplici dipartimenti".
 
"La direzione della Asl ha messo in evidenza le difficoltà specifiche che derivano dalla conformazione del territorio – spiega la nota – e la necessità di lavorare in maniera differente rispetto alla metropoli. Sono 270 le assunzioni previste, a fronte però di circa 150 unità in meno nella sola parte clinica. Molti medici, infatti, una volta assunti chiedono il trasferimento a Roma appena possibile. È stato messo in evidenza il potenziamento con molti nuovi servizi della casa della salute di Magliano Sabina e la necessità di ricostruire rapidamente l’ospedale di Amatrice, distrutto dal terremoto. La Asl, infine, ha garantito il mantenimento del centro trasfusionale".
 
"L’amministrazione comunale di Rieti ha parlato di clima negativo intorno all’ospedale – aggiunge la Regione -, portando ad esempio il caso della cardiochirurgia che fa capo al Sant’Andrea mentre dovrebbe dipendere dal Gemelli".
 
"I consiglieri presenti hanno puntato l’attenzione sulla necessità di applicare le misure previste dal 'decreto terremoto' anche alla zona di Rieti e di semplificare le procedure di assunzione, in maniera da rimpiazzare al più presto il personale che si è trasferito in altre Asl. È stata proposta l’istituzione di un tavolo regionale specifico sulla situazione di Rieti, presso l’assessorato alla sanità. La commissione si è impegnata a trasmettere le richieste del coordinamento alla Giunta – conclude la nota – e a mantenere aperto un canale di comunicazione continuo con il territorio".

19 Aprile 2019

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