Le notti insonni del medico di guardia

Le notti insonni del medico di guardia

Le notti insonni del medico di guardia

Gentile Direttore,
periodicamente su siti specializzati, sulla stampa e perfino con interrogazioni a istituzioni politiche, ritorna il tema riguardante la possibilità che il medico ospedaliero di guardia notturna possa dormire o no durante il servizio. Il dormire in ore notturne del medico in servizio suscita preoccupazioni, irritazioni e talvolta sgomento.
 
Bisogna precisare che il servizio di guardia (di reparto, dipartimentale o interdipartimentale) è finalizzato a garantite le emergenze/urgenze in tempi rapidi, o altre attività cliniche anche differibili che possono presentarsi in momenti di bassa presenza in servizio di medici (tipicamente la notte o i festivi). Per ottemperare a ciò la presenza fisica del medico all'interno della struttura ospedaliera, è garanzia di una tempestiva risposta ai problemi clinici. L'attività di guardia si caratterizza per l'imprevedibilità ed irregolarità delle richieste, con possibili periodi di inattività anche prolungati tra gli interventi (…l'auspicio di ogni “guardiano”).
 
È prassi, specie per le guardie dipartimentali/interdipartimentali, che sul medico di guardia incombano svariate decine o alcune centinaia di letti, quindi pazienti, che possono richiedere l’intervento del medico: allo scrivente ad esempio, durante un turno di guardia competono oltre 300 letti. Mentre ai colleghi più “fortunati”, che svolgono la guardia solo per il proprio reparto e che generalmente sono cardiologi (UTIC), anestesisti/rianimatori (terapia intensiva/sale chirurgiche), pediatri (con PS dedicato), ginecologi (con PS dedicato/sala parto), urgentisti, etc. etc. che difficilmente vanno in ospedale per dormire, non va certo meglio.
 
Per dirimere la questione ci vengono in soccorso alcune importanti sentenze della Corte Europea in tema di orario di lavoro promosse da associazioni di medici Europei, quali la Simap (Spagna) del 3 ottobre 2000 n. C-303-98 e la Jaeger (Germania) del 9 settembre 2003 n. C-151/02.
 
Per il quesito in oggetto possiamo trarre importanti informazioni dalla sentenza Jaeger ai punti:
– 60 “Il fatto che, nella citata sentenza Simap, la Corte non si sia pronunciata esplicitamente in merito alla possibilità, per i medici che svolgono un servizio di guardia secondo il regime della presenza fisica in ospedale, di riposarsi, e anche di dormire, durante i periodi in cui non si richiede la loro opera è irrilevante al riguardo”
– 61 “Siffatti periodi di inattività professionale ineriscono infatti al servizio di guardia effettuato dai medici secondo il regime della presenza fisica in ospedale, dato che, a differenza del normale orario lavorativo, la necessità di interventi urgenti dipende dalle circostanze e non può essere preventivamente programmata
– 62 “Inoltre, all'ultima frase del punto 48 della citata sentenza Simap, la Corte si è espressamente riferita a tale caratteristica, da cui risulta necessariamente che essa è partita dall'ipotesi che i medici di guardia presenti in ospedale non esercitano, effettivamente e ininterrottamente, le loro attività professionali per tutto il periodo di guardia”
– 63 “Va aggiunto che, come statuito dalla Corte al punto 50 della citata sentenza Simap… imporre la sua presenza fisica nel centro sanitario, un medico obbligato a tenersi a disposizione del datore di lavoro sul luogo da esso indicato, per tutta la durata del servizio di guardia, è soggetto ad obblighi decisamente più onerosi, perché deve restare lontano dal suo ambiente familiare e sociale e beneficia di una minore libertà di gestire il tempo in cui non è richiesta la sua attività professionale…”.
 
Questi ed altri passaggi chiariscono inequivocabilmente che il medico in servizio di guardia, non esercita un lavoro continuativo ma on demand, non svolge un “normale” orario di lavoro e se non interpellato può disporre del tempo come meglio crede, anche dormendo, purché stazioni nel luogo di lavoro indicato (ospedale) e sia sempre pronto su richiesta.
 
Ad ulteriore supporto, lo stesso avvocato generale. Ruiz-Jarabo, nei lavori preparatori per la Corte di Giustizia Europea alla causa Jaeger(CJE/03/31 8 aprile 2003) introduceva le sue conclusioni con: “Per l'avvocato generale il fatto che il medico, durante il servizio di guardia, abbia a disposizione un letto per potersi riposare occasionalmente contribuisce a proteggere la sua salute e a garantire un servizio adeguato agli assistiti”.
 
Quindi alla domanda: può il medico di guardia dormire durante il servizio?
Per la Legislazione Comunitaria vigente in tutti gli Stati membri la risposta è certamente SI.
 
Nella pratica, visto il carico lavorativo la risposta è…forse, o tutt'al più…speriamo.
E dunque se le condizioni lo consentono, non è affatto deplorevole nè tanto meno illegale chiudere gli occhi anche solo per 1 ora.
 
Valerio Tomaselli
Segretario Aziendale ASL AT – ANAAO
Componente Segreteria Regionale Anaao Assomed Piemonte

Valerio Tomaselli (Anaao Piemonte)

12 Giugno 2019

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