La Corte si opponga all’ideologia del “vivere è un dovere”

La Corte si opponga all’ideologia del “vivere è un dovere”

La Corte si opponga all’ideologia del “vivere è un dovere”

Gentile Direttore,
com’era prevedibile, e forse anche bene, nelle scorse settimane si sono moltiplicati gli indirizzi alla Corte Costituzionale in tema di suicidio medicalmente assistito: alcuni con lo scopo di chiedere un rinvio della decisione in modo che il Parlamento possa avere mesi o anni per legiferare, altri per ricordare le ragioni pro o contro la decisione da prendere.


 


La Consulta di Bioetica Onlus ha già promosso uno specifico Appello, presentato al Convegno Per il diritto al suicidio medicalmente assistito: un’urgenza non più rimandabile, organizzato assieme all’Uaar a Roma nella sala ISMA del Senato il 9 settembre 2019, e ora ritiene opportuno tornare sul tema per proporre due ulteriori buone ragioni a favore di una pronta e immediata decisione da parte della Corte Costituzione che modifichi parzialmente l’art. 580 c.p. così da ammettere il suicidio medicalmente assistito.


 


La prima è di carattere istituzionale: un ulteriore rinvio della decisione minerebbe l’autorevolezza della Corte Costituzionale stessa, che verrebbe coinvolta nelle questioni politiche. La Corte ha offerto al Parlamento un’opportunità importantissima e forse unica, che non è stata recepita o presa con adeguata serietà. I lavori parlamentari all’inizio sono proceduti a rilento, e poi hanno subito un blocco per via di una proposta intransigente della Lega. Risultato: non si è fatto nulla! Sul piano istituzionale la Corte non può permettere tanta leggerezza. Concedere ulteriore tempo, equivarrebbe a perdere credibilità e autoinfliggersi un vulnus gravissimo.


 


L’altra ragione riguarda la giustificazione etica del cambiamento da noi auspicato. Al tal proposito, lo scorso 11 settembre il Presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, ha condannato il suicidio osservando che è pur sempre “un atto di egoismo, un sottrarsi a quanto ognuno può ancora dare” e sottolineando che “vivere è un dovere, anche per chi è malato e sofferente”. Non è qui il caso di esaminare se il suicidio sia o no un gesto egoistico, attuato contro il gruppo sociale per privarlo dell’apporto che il suicida avrebbe potuto dare, perché quello oggi in discussione è un’altra cosa: l’assistenza medica al suicidio viene richiesta quando ormai sono esaurite le opportunità positive dell’esistenza e non resta all’interessato che un periodo di vita priva di dignità e carica solo di dolori: una tortura.


 


E’ contrario ai principi dell’etica insistere nel dire, come fa il cardinal Bassetti, che “vivere è un dovere” sempre e comunque “anche per chi è malato e sofferente” e farlo è anzi quasi offensivo nei confronti di chi soffre. Infatti, alla base di ogni etica sta il dovere di diminuire le sofferenze, e quando la vita non offre altro che dolore l’interessato ha il dovere morale di difendere la propria dignità e di tutelare il proprio benessere. Vivere è un privilegio di cui essere contenti e orgogliosi, fintanto che l’esistenza offre la possibilità di avere opportunità positive.  


 


Auspichiamo che la Corte Costituzionale si opponga al più presto e con decisione all’inadeguata ideologia del “vivere è un dovere” sempre e comunque, e riconosca che nel mondo d’oggi, caratterizzato da tecnologie mediche un tempo inimmaginabili e da una grande e positiva  attenzione all’autodeterminazione, in talune specifiche circostanze il suicidio medicalmente assistito va consentito. Facendo questo la Corte Costituzionale farà compiere un passo di crescita civile alla società italiana, in linea con la nostra Carta fondamentale.


 


Maurizio Mori


Presidente Consulta di Bioetica

Maurizio Mori

23 Settembre 2019

© Riproduzione riservata

Morte assistita e l’indecenza del Parlamento
Morte assistita e l’indecenza del Parlamento

Gentile direttore,ieri davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente della Corte Costituzionale ha rivolto un richiamo netto al Parlamento che non può più sottrarsi al suo dovere di...

Sla, necessario aumentare le risorse per la ricerca e intervenire per garantire cure e assistenza pubblica superando le disparità territoriali
Sla, necessario aumentare le risorse per la ricerca e intervenire per garantire cure e assistenza pubblica superando le disparità territoriali

Gentile Direttore, è necessario che il Governo intervenga subito con misure adeguate volte a garantire pari opportunità di cura e assistenza a tutti i malati di Sla, superando le macroscopiche...

Tso, perché lo psichiatra non è un agente di controllo sociale
Tso, perché lo psichiatra non è un agente di controllo sociale

Gentile Direttore, ho letto con attenzione ed interesse quanto sostenuto da Marco Iannucci e Gemma Brandi nella loro recente lettera su Quotidiano Sanità. Di fatto il loro scritto solleva una serie...

Rete Oncologica Campana: un modello avanzato di governance oncologica regionale
Rete Oncologica Campana: un modello avanzato di governance oncologica regionale

Gentile Direttore,la Rete Oncologica Campana (ROC), istituita con DCA n. 98 del 20 settembre 2016 e coordinata dall'Istituto Nazionale Tumori Fondazione IRCCS G. Pascale, ha raggiunto in meno di un...