Patto Salute. Alle Regioni le schede di Speranza piacciono ma mettono paletti al taglio del superticket (non con i soldi nostri) e chiedono ritorno dei presidenti-commissari

Patto Salute. Alle Regioni le schede di Speranza piacciono ma mettono paletti al taglio del superticket (non con i soldi nostri) e chiedono ritorno dei presidenti-commissari

Patto Salute. Alle Regioni le schede di Speranza piacciono ma mettono paletti al taglio del superticket (non con i soldi nostri) e chiedono ritorno dei presidenti-commissari
Accoglienza favorevole delle regioni alle 15 schede sul Patto per la Salute presentate nei giorni scorsi dal Ministero della Salute. Ma con alcuni distinguo e alcune richieste che la Commissione salute delle regioni e PA sta mettendo nero su bianco in un documento da inviare a Speranza. Tra le richieste la revisione dei tetti di spesa e le linee guida della farmaceutica. E poi sul contratto della sanità privata: “Non si intacchi il Fondo sanitario”. IL DOCUMENTO

Rimuovere l’incompatibilità presidente della Regione-commissario ad acta per la sanità, rivedere i tetti di spesa per la farmaceutica e i documenti sulla governance di farmaci e dispositivi medici. E poi le mani avanti su abolizione superticket e contratto sanità privata con la richiesta che le coperture non ricadano sul Fondo sanitario nazionale. Sono queste a quanto si apprende le controproposte delle Regioni alle schede sul Patto per la Salute del Ministero.
 
Durante la riunione di oggi gli assessori alla Salute hanno sostanzialmente dato il via libera al documento di Lungotevere Ripa apprezzandone i contenuti. Ma la commissione Salute ha in ogni caso prescritto alcune modifiche e alcuni distinguo. In primis accogliendo la richiesta del Molise di eliminare l’incompatibilità tra presidente e commissario ad acta per la sanità reintrodotto l’anno scorso con il Dl Fiscale.
 
Altro tema su cui le Regioni vogliono intervenire più massicciamente è la farmaceutica con la richiesta di rivedere i tetti di spesa, anche in considerazione del fatto che oggi la "diretta" sfonda inesorabilmente mentre la convenzionata rispetta il limite. Sempre sul pharma si chiede poi di rivedere le linee guida ministeriale varate l’anno scorso ma a cui, di fatto, non si è dato mai corso con dei provvedimenti veri e propri. E lo stesso vale per le linee guida sulla governance dei dispositivi medici.
 
Detto ciò, le schede del Ministero hanno raccolto il giudizio positivo delle Regioni che a questo punto propongono di avviare un confronto tecnico serrato con l’obiettivo di chiudere il Patto vero e proprio entro il mese di ottobre.
 
Ma durante la riunione sono stati anche altri due temi caldissimi a tenere banco. Il primo è quello che riguarda l'abolizione del superticket annunciata dal Ministro della Salute, Roberto Speranza. Le Regioni sono concordi con l’iniziativa ma le coperture (qui le cifre ballano, si parla di circa 400 mln a cui però andrebbero aggiunte le risorse per gli enti locali che lo hanno già eliminato. In origine ricordiamo che il superticket valeva circa 800 mln) non ricadano sul Fondo sanitario nazionale. “Non è possibile che l’abolizione vada ad intaccare i 2 mld di aumento previsti, sarebbe inaccettabile e vorrebbe dire tagliare sui servizi”, precisano fonti regionali.
 
Altra questione poi quella del contratto della sanità privata. La partita vale circa 300 mln e le Regioni al Tavolo ministeriale con Aris, Aiop e Sindacati, hanno manifestato la possibilità, attraverso una revisione delle tariffe e del tetto di spesa del Dl Balduzzi, di accollarsi circa 150 mln. Ma anche su questo tema la richiesta al Ministero è che le cifre non intacchino il Fondo sanitario.
 
Luciano Fassari

Luciano Fassari

02 Ottobre 2019

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