Riforma 118. Non dimentichiamoci degli infermieri

Riforma 118. Non dimentichiamoci degli infermieri

Riforma 118. Non dimentichiamoci degli infermieri

Gentile Direttore,
come Associazione degli Infermieri di Area Critica (Aniarti), non possiamo che auspicare un intervento sul Sistema di Emergenza Territoriale 118 a 25 anni dalla sua istituzione, sperando che la mozione 1-00175 proposta dal Movimento 5 Stelle possa aprire un sano e costruttivo confronto. Ogni possibile riforma deve essere discussa con tutte le professioni coinvolte, ma non più in una logica di modello patriarcale in cui solo alcuni detengono la competenza per determinare i cambiamenti.
 
Gli infermieri sono una componente essenziale del Sistema di Emergenza e ne determinano in larga parte gli standard di garanzia per il cittadino. Abbiamo la necessità di intraprendere percorsi virtuosi di confronto concreto nei tavoli tecnico-politici preposti, ma è imprescindibile accettare l’idea della coevoluzione delle professioni. E’ auspicabile una riforma che prenda atto delle nuove tecnologie che supportano il soccorso, o di nuovi standard, ma ricordiamo che le riforme devono essere dei provvedimenti che realizzano dei rinnovamenti profondi, devono avere una visione futura, devono accogliere le nuove esigenze sociosanitarie, l’evoluzione scientifica, tecnologica, dell’organizzazione del lavoro e delle competenze che si evolvono per tutte le professioni. Non esistono ruoli, competenze, responsabilità definite una volta per tutte e per sempre.
 
Ci spiace leggere in questo dibattito il continuo ripetersi della frase che “il dirigente medico debba riprendersi il ruolo centrale nel Sistema Sanitario Nazionale, funzione non delegabile”, come se gli infermieri (in questo caso di Area Critica) volessero sostituirsi ad un altro professionista. Aniarti chiede a gran voce il riconoscimento del percorso di crescita professionale degli infermieri che è avvenuto e sta avvenendo nel pieno rispetto delle responsabilità di ogni professione. I cittadini ne sono, ormai da tempo, consapevoli.
 
La mozione proposta dai parlamentari del Movimento 5 Stelle può essere un buon inizio, non per riproporre il D.M. 70/2015 come base di una riforma, ma semmai per avviare una riflessione tra pari con l’apporto di tutte le società scientifiche e le comunità professionali. E’ questo che ci si aspetta dalla Politica (la maiuscola è voluta): programmare per il futuro.
 
 
Fabrizio Moggia
Presidente Aniarti

Fabrizio Moggia

11 Ottobre 2019

© Riproduzione riservata

Morte assistita e l’indecenza del Parlamento
Morte assistita e l’indecenza del Parlamento

Gentile direttore,ieri davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente della Corte Costituzionale ha rivolto un richiamo netto al Parlamento che non può più sottrarsi al suo dovere di...

Sla, necessario aumentare le risorse per la ricerca e intervenire per garantire cure e assistenza pubblica superando le disparità territoriali
Sla, necessario aumentare le risorse per la ricerca e intervenire per garantire cure e assistenza pubblica superando le disparità territoriali

Gentile Direttore, è necessario che il Governo intervenga subito con misure adeguate volte a garantire pari opportunità di cura e assistenza a tutti i malati di Sla, superando le macroscopiche...

Tso, perché lo psichiatra non è un agente di controllo sociale
Tso, perché lo psichiatra non è un agente di controllo sociale

Gentile Direttore, ho letto con attenzione ed interesse quanto sostenuto da Marco Iannucci e Gemma Brandi nella loro recente lettera su Quotidiano Sanità. Di fatto il loro scritto solleva una serie...

Rete Oncologica Campana: un modello avanzato di governance oncologica regionale
Rete Oncologica Campana: un modello avanzato di governance oncologica regionale

Gentile Direttore,la Rete Oncologica Campana (ROC), istituita con DCA n. 98 del 20 settembre 2016 e coordinata dall'Istituto Nazionale Tumori Fondazione IRCCS G. Pascale, ha raggiunto in meno di un...