Fp Cgil: “Fazio bene su servizio sanitario, ma pubblico non è uguale a privato”

Fp Cgil: “Fazio bene su servizio sanitario, ma pubblico non è uguale a privato”

Fp Cgil: “Fazio bene su servizio sanitario, ma pubblico non è uguale a privato”
“Abbiamo apprezzato diversi passaggi dell'intervista rilasciata al nuovo quotidiano on line www.quotidianosanita.it, da parte del ministro della Salute Ferruccio Fazio”, ma “l’equivalenza tra gestori privati e pubblici è rischiosa in quanto il profitto, obiettivo del privato, può entrare in conflitto con una appropriata tutela della salute”. È quanto dichiarano in una nota di commento all’intervista il segretario nazionale della Fp Cgil, Fabrizio Fratini, e della Fp Cgil Medici, Massimo Cozza.

I sindacalisti citano ad esempio “i diversi scandali in Lombardia, con operazioni non necessarie e cartelle cliniche aggiustate per ottenere maggiori rimborsi”. Ma riferendosi ad altri passaggi dell’intervista, Fratini e Cozza affermano che“ci tranquillizza, almeno oggi, l'affermazione del Ministro secondo la quale nel nuovo federalismo fiscale l’ammontare delle risorse per il Sud non sarà toccato e condividiamo il principio che la buona sanità costa di meno di quella cattiva. Basti pensare ai prezzi pagati per la diffusa illegalità”.
Condivisi anche gli obiettivi di colmare le criticità del gap tra nord e sud e dell'integrazione ospedale-territorio. “Il potenziamento dei servizi territoriali – sottolineano però i sindacalisti – va affrontato con l'istituzione di una nuova unica figura di medico di medicina generale, integrato con gli altri professionisti in servizi aperti 24 ore nell'ambito dei distretti socio-sanitari, ed investendo nuove risorse. Siamo anche d'accordo con la necessità di coinvolgere gli operatori nella gestione e sulla trasparenza ed il merito quali criteri per le nomine. Basta che il tutto non si risolva in norme gattopardesche per le quali la scelta ultima dei primari, ad esempio, sia sempre del manager nominato dalla politica”.
Sulla legge 180 Fratini e Cozza esprimo apprezzamento per la condivisione da parte del ministro Fazio delle scelte di fondo della legge, unendosi alle parole del ministro nell’evidenziare “la necessità di dare una risposta non ideologica ai disagi delle famiglie a partire dalla residenzialità. Ma per far questo – concludono i sindacalisti – non c'è alcun bisogno di modifiche legislative, a meno che si tratti di risposte neomanicomiali centrate sull'idea, mai dimostrata scientificamente, della pericolosità della malattia mentale”.
 
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06 Maggio 2010

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