Il valore in sanità, chiave di volta per rispondere ai cambiamenti di scenario. Ecco come

Il valore in sanità, chiave di volta per rispondere ai cambiamenti di scenario. Ecco come

Il valore in sanità, chiave di volta per rispondere ai cambiamenti di scenario. Ecco come
Per convincere la politica a investire in sanità occorre modificare la governance, a tutti i livelli, intraprendendo azioni innovative. L’obiettivo è avere risorse necessarie non solo a garantire gli out come clinici, ma anche a migliorare la “customer satisfaction” del paziente. Se ne è parlato in un panel al 14° Forum Risk Management in corso a Firenze.

Che cosa significa che le risorse impegnate in sanità sono un investimento e non un costo? Come riempire di significato questo slogan abusato durante gli incontri sulla sanità?
Sono state queste le domande da cui è partito il confronto su “Valore della sanità e sanità di valore come fattore di sviluppo e crescita per l’Italia” che si è tenuto all’interno del Forum Risk Management in corso a Firenze. 
 
“L’Italia, pur spedendo molto meno di altri Paesi si trova a un livello di spesa oltre al quale non ci sono grandi vantaggi in termini di out come aggregati di salute, come per esempio l’aspettativa di vita – ha evidenziato Federico Spandonaro di Crea Sanità – Il vero nodo è la qualità dei servizi, intesa come customer satisfaction: tutto ciò che semplifica la vita al cittadino e gli rende più facilmente fruibile un servizio, ma che non si traduce necessariamente in un out come clinico. La sfida è capire se la politica sia disponibile a investire in questo senso, quando i “competitor” nell’allocazione delle risorse sono fette importanti di welfare come l’istruzione o la sicurezza sul lavoro”.
 
Il compito è dunque impegnativo, ma non impossibile. Soprattutto, secondo gli esperti che si sono confrontati oggi, l’unica soluzione per tenere in piedi il Ssn è ripartire dal concetto di valore in sanità.  
 
“Il concetto di valore in sanità è cambiato e si è evoluto negli ultimi anni – ha dichiarato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – adesso servono azioni di governance a tutti i livelli”.
 
Insomma bisogna cambiare passo, come ha affermato Walter Ricciardi, presidente del World Federation of Public Health Associations: “Non basta continuare a comportarci come abbiamo sempre fatto. Abbiamo operatori bravi, ma vanno messi nelle condizioni di lavorare bene. Se si continua a tagliare in sanità o a investire poco non andiamo lontano. Stato e Regioni devono discutere per cercare di risolvere le problematiche dei cittadini”.
 
Uno dei tanti tentativi è la cabina di regia “Benessere Salute” istituita per far interagire tutti i ministeri rispetto a politiche complesse. “L’esigenza è stata quella di dotare il Presidente del Consiglio di un “cruscotto” che consenta di monitorare le luci rosse che si accendono sul territorio – ha spiegato Filomena Maggino, coordinatrice della cabina di regia – L’Italia è fortunata: da alcuni anni ha un indice sviluppato dall’Istat, il Bes (Benessere Equo e Sostenibile) che analizza 12 dimensioni della nostra vita grazie a oltre 130 indicatori. Un’esperienza senz’altro virtuosa che andrebbe valorizzata e considerata di più”.
 
“Il nostro Servizio sanitario nazionale è la cosa più preziosa che abbiamo – ha ricordato Giuseppe Remuzzi, direttore scientifico dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri – dovremo ricordarcelo sempre. Tra gli interventi più urgenti dovremo sostituire i medici che se ne vanno con giovani entusiasti che si dedichino solo al Ssn e dovremo far sì che anche i medici di medicina generale dipendano dal Ssn. Solo così potremo avere una continuità di cura tra ospedale e territorio”.
Ha tirato le somme Nerina Dirindin, dell’Università degli Studi di Torino: “Oggi è emersa da più parti la necessità di avere come riferimento il benessere delle persone, prima dello sviluppo del Pil. Tra i temi discussi, due sono a mio avviso particolarmente importanti: quello della gestione della cronicità e non solo delle acuzie e la necessità di dare priorità alle nuove generazioni”.

27 Novembre 2019

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