Borse medicina generale. Denuncia Smi: “No alla utilizzazione dei fondi destinati alle borse di studio per finanziare altri settori di spesa da parte delle Regioni”

Borse medicina generale. Denuncia Smi: “No alla utilizzazione dei fondi destinati alle borse di studio per finanziare altri settori di spesa da parte delle Regioni”

Borse medicina generale. Denuncia Smi: “No alla utilizzazione dei fondi destinati alle borse di studio per finanziare altri settori di spesa da parte delle Regioni”
Il Segretario Generale del Sindacato: “La scelta di non accedere ai finanziamenti per le borse di studio può nascondere la volontà di servirsi, nelle attività mediche, di precari che non hanno completato il loro percorso formativo”.

“La decisione delle regioni Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Abruzzo di mettere al bando un numero dì borse di studio per la medicina generale inferiori a quelle finanziabili, chiedendo di utilizzare il corrispettivo economico delle borse non messe a bando per le spese di altra natura, non ci vede d’accordo ed appare una scelta incomprensibile” ha dichiarato Pina Onotri, segretario generale del Sindacato Medici Italiani.
 
“Una recente intesa tra Stato Regioni e provincie autonome aveva destinato oltre 48 milioni di euro per i corsi di formazione in medicina generale, attraverso il rimborso alle regioni delle spese sostenute per le borse di studio, nonché per l’organizzazione degli stessi corsi” continua Onotri.
 
“In un momento in cui nel Paese c’è allarme rosso per la sanità, con tagli di servizi per la mancanza di personale formato, con il persistere del cosiddetto imbuto formativo che impedisce l’accesso ai giovani alla professione, è vergognoso utilizzare le risorse destinate alle borse di studio per altri capitoli di spesa”. 
 
“Dietro questo atteggiamento si cela, forse, l’intenzione esternalizzare i servizi medici ed affidarli a soggetti terzi che possono reclutare medici in assenza di requisiti?”, si chiede Onotri.
 
“La scelta di non accedere ai finanziamenti per le borse di studio può nascondere la volontà di servirsi, nelle attività mediche, di precari che non hanno completato il loro percorso formativo, esponendoli, tra l’altro, a sanzioni in base alla nuova legge sulla responsabilità professionale”. 
 
“Da un lato i cambiamenti epocali nel lavoro del medico di famiglia dovuti anche all’aumento del carico assistenziale, perché gli anziani hanno un’aspettava di vita più lunga e dall’altro gli atteggiamenti della parte pubblica che propone lavoro extra non retribuito, non valorizzando il lavoro dei medici di medicina generale”. 
 
“Tutto ciò rende poco appetibile per i giovani medici questo lavoro inducendoli ad emigrare all’estero. Non bandire le borse di studio di MMG, è per queste ragioni una scelta grave” conclude Onotri dello SMI.

13 Dicembre 2019

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