Dopo il Patto i nuovi Lea, senza dimenticare le persone Lgbt

Dopo il Patto i nuovi Lea, senza dimenticare le persone Lgbt

Dopo il Patto i nuovi Lea, senza dimenticare le persone Lgbt

Gentile direttore


leggiamo con piacere della raggiunta intesa sul Patto per la Salute e sull'aumento, ancorché irrisorio, di spesa per garantire la maggiore efficienza del SSN. Ci permettiamo di ricordare che il suddetto Patto per la Salute non sarà equo in assenza di procedure ALIAS per il Personale Sanitario Transgender e di un esplicito Diritto al Coming Out, che includa ovviamente il Supporto al Coming Out, del personale sanitario LGBT.


 


Ci permettiamo di evidenziare anche specifiche carenze nel  DPCM 12 gennaio 2017 “Nuovi LEA”, scusandoci del ritardo, perché crediamo che solo dopo la legge sulla Medicina di Genere abbiamo avuto diritto a parlarne, ma solo adesso ci possono essere davvero le risorse, anche economiche per realizzare queste modifiche necessarie a garantire i Diritti Sanitari alle Persone LGBT.


 


Chiediamo pertanto che ci siano nei "Nuovi LEA":


1) Il divieto di operazioni e terapie non esiziali su neonati intersessuali;


2) Il divieto di Terapie Riparative e l'obbligo di Sostegno al Coming Out di minori e adulti LGBT;


3) La gratuità degli ormoni cross sex a vita per le persone transgender;


4) Screening oncologici gratuiti indipendenti dal sesso anagrafico per le persone transgender;


5) La promozione in modo specifico per maschi gay-bisex, donne transgender e loro partner di Vaccini HPV HAV HBV,  Test HIV HCV,  PREP e PAP Test Anale;


6) La promozione di PAP Test Cervice Uterina e Mammografia in modo specifico per donne lesbiche-bisex e maschi transgender;


7) Attenzione alle persone LGBT nei percorsi di integrazione socio-sanitaria in adolescenza e in vecchiaia attraverso l'accoglienza e il sostegno al Coming Out;


8) La  gratuità del preservativi per adolescenti.


 


Se non ci sarà neanche uno di questi elementi allora le persone LGBT saranno ancora una volta escluse dal SSN nonostante l'art. 3 legge 3/18 sulla Medicina di Genere.


 


Purtroppo nessuna parte sindacale o politica, istituzionale o scientifica ha preso in carico finora il tema dei Diritti Sanitari o Sindacali delle persone LGBT e leggiamo ancora assurdi articoli pseudoscientifici di medici ossessionati dall'omofobia e dalla transfobia, che nessuna istituzione sanitaria o Fnomceo ha mai sanzionato.


 


Il silenzio istituzionale è complice della ridotta speranza di vita e della ridotta qualità di vita delle Persone LGBT in Italia. 


 


Manlio Converti


Psichiatra


Presidente AMIGAY 

19 Dicembre 2019

© Riproduzione riservata

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