Rischio incendio. Ospedali fuori norma. Regioni chiedono di rivedere le regole

Rischio incendio. Ospedali fuori norma. Regioni chiedono di rivedere le regole

Rischio incendio. Ospedali fuori norma. Regioni chiedono di rivedere le regole
È scaduto nel dicembre 2011 il termine per l’adeguamento delle strutture sanitarie ai requisiti antincendio. Ma questo in realtà è avenuto in pochi casi, come ammettono le Regioni stesse. Che presentano al Governo una proposta "concreta" per completare la messa in sicurezza delle strutture.

Disponibilità di apposite ricorse finanziarie e un programma di interventi da definire in un arco temporale realistico. Anzitutto mettono in chiaro queste due condizioni le Regioni, presentando al Governo una proposta di aggiornamento della normativa sanitaria antincendio per le strutture sanitarie. Altrimenti il rischio è quello di replicare quanto già avvenuto con la normativa precedente, cioè non rispettarla. È questo che è accaduto con il decreto ministeriale del 18 settembre 2002, entrato in vigore nel dicembre 2002. E ad ammetterlo sono le stesse Regioni.

Il decreto, emanato dal ministero dell’Interno, stabiliva nuove regole tecniche di sicurezza antincendio per le nuove strutture sanitarie pubbliche e private e fissata un termine di 5 anni per l’adeguamento delle strutture già esistenti. Ma ancora oggi, tuttavia, le Regioni devono registrare un “mancato adeguamento a tale normativa di gran parte delle strutture”. Di fronte a questa situazione, secondo la Conferenza delle Regioni, è evidente “l’esigenza di individuare soluzioni concrete per completare la messa in sicurezza di un settore così delicato per la collettività”. “Esclusa la possibilità di una mera proroga”.

La proposta delle Regioni prevede dunque la definizione di un “piano straordinario di adeguamento”. I passaggi dovrebbero consistere anzitutto nella definizione di uno strumento legislativo che consenta il completamento dei lavori di adeguamento alla normativa vigente, entro un tempo da diversificare a secondo della complessità delle strutture, solo alle strutture che entro il 27 dicembre 2007 avevano già ottenuto l’approvazione del progetto antincendio da parte del competente comando provinciale dei vigili del fuoco.

Occorrerà poi definire un piano finanziario nazionale, da individuare all’interno di quelle previste per l’ex art. 20 nonché con apporti propri delle regioni e delle strutture, che consenta il graduale completamento degli interventi di sicurezza e la necessaria formazione del personale. Il programma dovrà prevedere anche uno strumento tecnico-normativo che individui sia i contenuti tecnici che le priorità da assicurare in ogni fase, vincolanti per la prosecuzione degli interventi.
 

10 Aprile 2012

© Riproduzione riservata

Via libera dalla Stato Regioni ai fondi per piattaforma liste d’attesa. Rinvio per Piano salute mentale e campagna per la salute riproduttiva
Via libera dalla Stato Regioni ai fondi per piattaforma liste d’attesa. Rinvio per Piano salute mentale e campagna per la salute riproduttiva

Dal programma sangue 2025 al finanziamento alle Regioni per la realizzazione dell’infrastruttura per la Piattaforma liste d’attesa, fino ai criteri per definire le Regioni benchmark per la definizione dei fabbisogni...

Piano sanitario nazionale. Monni (Toscana): “Va aggiornato, serve integrazione”
Piano sanitario nazionale. Monni (Toscana): “Va aggiornato, serve integrazione”

Il nuovo piano sanitario nazionale? Che sia “sempre più integrato: un’integrazione vera tra sanitario e socio-sanitario” per l’assessore al diritto alla salute e alle politiche sociali della Toscana, Monia Monni....

Riforma professioni sanitarie. Le Regioni al Governo: “Rischio invasione competenze e costi insostenibili”
Riforma professioni sanitarie. Le Regioni al Governo: “Rischio invasione competenze e costi insostenibili”

Arrivano le osservazioni delle Regioni sul ddl Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale". E non mancano le critiche e preoccupazioni su alcuni...

Tumore del retto. Studio italiano ‘NO-CUT’ dimostra che un paziente su quattro può guarire senza chirurgia
Tumore del retto. Studio italiano ‘NO-CUT’ dimostra che un paziente su quattro può guarire senza chirurgia

Una rivoluzione significativa sta cambiando la gestione del carcinoma del retto. Sono appena stati pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet Oncology i risultati dello studio clinico NO-CUT, coordinato da ricercatori...