Tribunale di Catanzaro. Paziente morì in clinica, condannati 2 Cardiologi

Tribunale di Catanzaro. Paziente morì in clinica, condannati 2 Cardiologi

Tribunale di Catanzaro. Paziente morì in clinica, condannati 2 Cardiologi
Condannati dal Tribunale di Catanzaro due Cardiologi rispettivamente a 15 mesi e a un anno di reclusione per il decesso di Antonio Mauro, vigile del fuoco in pensione di Reggio Calabria; decesso avvenuto nel 2011. Il ricovero al Sant’Anna Hospital. Lo riferisce l’Ansa in una nota

Il Tribunale di Catanzaro in composizione monocratica ha condannato due Cardiologi della clinica Sant’Anna Hospital, Alfonso Sciangula e Fabio Mario Fonti, rispettivamente, a 15 mesi e un anno di reclusione, oltre il pagamento delle spese processuali, nonché il risarcimento del danno cagionato alle costituite parti civili. Lo riferisce l’Ansa.

Tribunale ha riconosciuto colpevoli i due sanitari del decesso di un vigile del fuoco in pensione, Antonio Mauro, di Reggio Calabria, fatto avvenuto nel luglio del 2011 dopo il ricovero al Sant’Anna per gravi problemi cardiaci.

Il giudice ha condannato Sciangula “per condotta negligente ed imprudente – è detto nelle motivazioni della sentenza – per non aver tenuto in debito conto le situazioni di rischio connesse alla salute del paziente, che richiedeva almeno la normale attenzione e la semplice lettura della cartella clinica”. Per Fonti, il giudice ha deciso la condanna “per non aver tenuto in debito conto le situazioni di rischio con i connotati di ingravescenza di salute del sig. Mauro, quanto più mirate al versamento cardiaco quale presupposto diretto del rischio da evitare, il tamponamento cardiaco, poi effettivamente verificatosi”.

Secondo il Tribunale, si legge ancora nella nota Ansa, “le condotte colpose dei sanitari hanno costituito fattore causale determinate della morte di Mauro, la quale avrebbe invece potuto, con sicurezza od assai elevata probabilità, essere evitata con una più attenta presa in carico delle condizioni del paziente come risultanti dalla cartella e dalle sollecitazioni del paziente medesimo e dei suoi familiari e con la tempestiva predisposizione dell’ecocardiogramma e del conseguente drenaggio del liquido, tali da non condurre, con elevato grado di probabilità, all’arresto cardiaco, ai due interventi chirurgici di urgenza ed al conseguente decesso del paziente”.

I familiari di Antonio Mauro erano difesi da Natale Polimeni, del Foro di Reggio Calabria.
 

21 Gennaio 2020

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