Diagnostica negli studi di medici di famiglia e pediatri. Il Decreto è quasi pronto ma sulla sua attuazione pesa un iter burocratico molto complesso con il rischio di allungare i tempi

Diagnostica negli studi di medici di famiglia e pediatri. Il Decreto è quasi pronto ma sulla sua attuazione pesa un iter burocratico molto complesso con il rischio di allungare i tempi

Diagnostica negli studi di medici di famiglia e pediatri. Il Decreto è quasi pronto ma sulla sua attuazione pesa un iter burocratico molto complesso con il rischio di allungare i tempi
Scade tra una settimana il timing fissato dalla Legge di Bilancio per il decreto attuativo che dovrà disciplinare come dotare mmg e pediatri di apparecchiature diagnostiche di primo livello (ad esempio Ecg, spirometro, Holter pressorio, EcoFast). Al momento si prevede che le Regioni mettano a punto dei Piani regionali per l’utilizzo delle risorse (235 mln di euro) che dovranno poi essere approvati per poter accedere ai finanziamenti e fare le gare d’acquisto. Un percorso complesso che senza una risposta burocratica efficiente rischia di dilatare molto i tempi di attuazione

Piani regionali per l’utilizzo delle risorse da emanare entro 2 mesi per poter accedere ai finanziamenti e fare le gare d'acquisto e poi la formazione per il personale. Sono questi ad oggi i primi capisaldi del Decreto attuativo della misura contenuta in Legge di Bilancio che prevede la possibilità per medici di famiglia e pediatri di dotarsi di strumenti di diagnostica di primo livello (ad esempio Ecg, spirometro, Holter pressorio, EcoFast). Tutte prestazioni gratuite (niente ticket) a disposizione dei pazienti che potranno usufruire di nuovi servizi dal proprio medico di fiducia. Il timing per l’emanazione del decreto è molto vicino (31 gennaio) e serve in ogni caso un passaggio in Stato-Regioni.
 
Il primo step per le Regioni prevede, entro 60 giorni dall’ok in Stato-Regioni, la stesura di un piano dei fabbisogni per l’utilizzo delle risorse assegnate da  presentare al Ministero della Salute.
 
Nei piani regionali si dovranno prevedere:
l’elenco delle apparecchiature sanitarie per la diagnostica di primo livello che si intendono acquisire, comprensivo di descrizione della tecnologia, dei costi di acquisto e di installazione ai fini del collaudo, anche prevedendo l’utilizzo di strumenti di telemedicina e delle relative piattaforme, finalizzati alla second opinion, supportato da apposita relazione, utilizzata per la definizione delle specifiche tecniche e dell’impiego clinico dei dispositivi medici quali parte integrante della documentazione di gara,  realizzata da un gruppo di esperti nell’ambito del quale è garantita una rappresentanza di medici di Medicina Generale, di pediatri di libera scelta e di  specialisti di settore;
 
una relazione sulle modalità di impiego delle apparecchiature sanitarie e sull’assetto organizzativo che si intende adottare ai fini dell’erogazione di prestazioni assistenziali, tenendo conto delle diverse forme organizzative in cui operano i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e di specifici Accordi in sede regionale e delle indicazioni dei Comitati regionali previsti dagli AA.CC.NN. della Medicina Generale e della Pediatria di libera scelta;
 
i tempi di acquisizione e di messa in funzione e collaudo delle apparecchiature sanitarie;
 
un piano di manutenzione, assistenza e aggiornamento, comprensivo anche delle modalità di fornitura e smaltimento dei consumabili necessari per il funzionamento dei dispositivi di proprietà delle aziende sanitarie che si intendono adottare sulle apparecchiature sanitarie;
 
l’individuazione di specifici indicatori di processo e di risultato attraverso i quali le aziende sanitarie procedono a misurare l’attività svolta, secondo quanto previsto dagli AA.CC.NN. della Medicina Generale e della Pediatria di libera scelta.

Nel momento in cui il Piano riceverà l’approvazione le Regioni potranno presentare richiesta di accesso al finanziamento e poi espletare le gare.
 
Inoltre, le Regioni provvederanno, all’interno dei piani di formazione, ad individuare specifici obiettivi formativi per medici di famiglia e pediatri finalizzati all’utilizzo delle apparecchiature. 

Ma c'è il rischio di tempi lunghi
L’iter burocratico dei Piani regionali (notevolmente articolato) e la complessità dei meccanismi per l'accesso ai fondi ex art. 20 (di cui fanno parte i 235 mln riservati in Legge di Bilancio al provvedimento) lasciano tuttavia prevedere che il rischio di tempi molto più lunghi di quelli previsti, per rendere effettiva la misura (che riguarda in linea di massima 50 mila professionisti tra medici di famiglia e pediatri anche se in via di attuazione non è detto che tutti i medici potranno avere i nuovi strumenti), sia molto concreto a meno di un "funzionamento perfetto" della macchina burocratica regionale e statale.
 
A questo si aggiunge un altro pericolo da non sottovalutare: quello di creare disuguaglianze tra le Regioni proprio a causa delle diverse capacità gestionali, che sarebbe ipocrita non rilevare. In sostanza non possiamo escludere che si delinei una situazione simile a quanto verificatosi per altre innovazioni di sistema, con Regioni più organizzate che battezzerebbero la diagnostica dal mmg e dal pediatra nei tempi previsti ed altre in affanno e comunque in ritardo sulla tabella di marcia. 
 
E proprio per far fronte al problema dei tempi, in ballo ci sarebbe anche una proposta per far acquistare subito ai medici alcuni dispositivi di primo livello, facendo leva sulle quote variabili regionali mentre quelli di secondo livello (ad esempio l’ecofast) seguirebbero il naturale processo delle gare dettato dal decreto.
  
In ogni caso, siamo certamente all'alba di una piccola rivoluzione nei servizi offerti dai medici di base e dai pediatri ai cittadini ed è chiaro che il percorso è tutto da costruire anche se è bene considerare fin d'ora che non sarà una passeggiata. 
 
Luciano Fassari

Luciano Fassari

24 Gennaio 2020

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