Milleproroghe. Smi: “L’Emendamento di Italia Viva metta a rischio il futuro dei Medici Fiscali Inps”

Milleproroghe. Smi: “L’Emendamento di Italia Viva metta a rischio il futuro dei Medici Fiscali Inps”

Milleproroghe. Smi: “L’Emendamento di Italia Viva metta a rischio il futuro dei Medici Fiscali Inps”
"La conseguenza di questo emendamento è quella, di costringere la categoria dei medici fiscali a restare in un comparto medico senza identità, senza futuro, senza tutele, né malattia, né disponibilità remunerata, né contribuzione pensionistica, né assicurazione infortunio sul lavoro". Così Piera Mattioli, Responsabile Nazionale del Sindacato Medici Italia Settore Medici Inps, commentando l'emendamento a prima firma Moretto (IV).

"Le motivazioni della nostra contrarietà all’emendamento al Milleproroghe della deputata Sara Moretto di Italia Viva, partono da lontano. È ad agosto 2017, infatti, che fu approvato l’atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni tra l’Inps e le organizzazioni sindacali di categoria più rappresentative sul piano nazionale, disciplinando, in questo modo, il rapporto tra l’Inps e i medici di medicina fiscale per lo svolgimento degli accertamenti medico-legali sui lavoratori dipendenti pubblici e privati assenti per malattia; questo atto d’indirizzo non può essere ignorato". Così Piera Mattioli, Responsabile Nazionale del Sindacato Medici Italia Settore Medici Inps, commentando l'emendamento al decreto milleproroghe attualmente all'esame della Commissione Bilancio della Camera.
 
"L’atto d’indirizzo regola la disciplina transitoria d’ applicarsi agli accertamenti medico legali sui dipendenti pubblici, a decorrere dal 1° settembre 2017.In caso di mancata stipula della predetta convenzione tra l’Inps e le Organizzazioni Sindacali di categoria entro il 31 agosto 2017, si applica, fino alla stipula della convenzione, la vigente disciplina che regola l’attività dei medici di controllo Inps, compresa la misura del compenso per le attività svolte stabilita dal decreto ministeriale dell’8 maggio 2008, garantendo la disponibilità ad effettuare gli accertamenti medico-legali domiciliari per le assenze per malattia nelle fasce orarie stabilite per i dipendenti sia del comparto pubblico, sia di quello privato", prosegue Mattioli.
 
"Ad oggi non si è stata ancora firmata la convenzione, per questo la norma transitoria continua a mantenere la vigente normativa. Ma in questi tre anni, dal 2017 ad oggi, abbiamo fatto passi avanti notevoli; si è attivato un tavolo di trattativa, con molti incontri con l’Inps, che ci ha inviato una sua bozza di proposta che è stata condivisa dalla maggioranza dei rappresentanti sindacali; ad oggi mancano da definire solo alcuni dettagli".
 
"Per queste ragioni siamo contrari all’emendamento della deputata di Italia Viva perché si continua a chiedere di continuare ad applicare per sempre addirittura le disposizioni emanate nel 2000 e modificate nel 2008 (senza far menzione della convenzione). In questo modo, l’emendamento non tiene conto dei contenuti dell’atto d’indirizzo che indicano nella stipula della convenzione la soluzione per stabilizzare i medici fiscali".
 
"La conseguenza di questo emendamento è quindi, quella, di costringere la categoria dei medici fiscali a restare un comparto medico senza identità, senza futuro, senza tutele, né malattia, né disponibilità remunerata, né contribuzione pensionistica, né assicurazione infortunio sul lavoro. Per questo valutiamo la presentazione di questa proposta emendativa al Milleproroghe come il tentativo che possa impedire la stipula della convenzione. Lo Smi Settore Medici fiscali chiede la ripresa della trattativa interrotta il 26 novembre 2019 con la convocazione di un incontro urgente con l'Inps e fa appello ad Italia Viva e a di ritirare l’emendamento in questione. Il Sindacato Medici italiani dichiara la sua disponibilità a firmare la bozza di convenzione proposta dall' Inps", conclude Piera Mattioli.

27 Gennaio 2020

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