Coronavirus. Forti dubbi sullo studio del Nejm che aveva parlato di trasmissione da persona asintomatica in Germania

Coronavirus. Forti dubbi sullo studio del Nejm che aveva parlato di trasmissione da persona asintomatica in Germania

Coronavirus. Forti dubbi sullo studio del Nejm che aveva parlato di trasmissione da persona asintomatica in Germania
Lo studio tedesco che aveva suggerito che il virus 2019-nCoV potesse essere trasmesso da persone asintomatiche è stato messo in discussione dall'Istituto di sanità puublica tedesco Robert Koch. Secondo quest'ultimo lo studio conteneva informazioni inesatte sullo stato del paziente che ha trasmesso l’infezione a quattro persone in Germania. La possibilità di una trasmissione asintomatica non è comunque completamente esclusa ma non è stata dimostrata.

Il 30 gennaio è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine (NEJM) un articolo che sembrava confermare i peggiori timori sul coronavirus 2019-nCoV: che l’infezione potesse essere trasmessa anche dalle persone che non presentano alcun sintomo, il che renderebbe il controllo del virus molto difficile.
 
Lo studio si basava sulle affermazioni dei quattro pazienti tedeschi, che dichiaravano che la paziente cinese, una donna d’affari in vista a Monaco, che aveva trasmesso loro l’infezione, non presentava alcun sintomo. "Durante il suo soggiorno, stava bene senza segni o sintomi di infezione, ma si era ammalata durante il suo volo di ritorno in Cina", hanno scritto gli autori. "Il fatto che le persone asintomatiche siano potenziali fonti di infezione 2019-nCoV può giustificare una rivalutazione della dinamica di trasmissione dell'attuale epidemia".

Gli autori dello studio non avevano però contattato la donna stessa prima di pubblicare il documento. Il Robert Koch Institute (RKI), l'agenzia di sanità pubblica del governo tedesco, ha sentito telefonicamente la paziente e ha riportato che la donna durante il suo soggiorno in Germania, si sentiva stanca, soffriva di dolori muscolari e prendeva il paracetamolo. Dopo aver inviato una lettera al giornale, RKI ha informato l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e le agenzie europee partner.

L’articolo del NEJM è stato fortemente criticato (un portavoce della rivista ha comunicato che dopo la lettera del Koch sono in corso verifiche), e la vicenda ha messo in luce l’importanza di fare molta attenzione a ciò che si afferma negli studi, e di effettuare delle revisioni accurate degli articoli, nonostante la necessità, imposta da una situazione di emergenza, di condividere i dati il più rapidamente possibile.

In ogni caso, precisa un articolo di Science, il fatto che lo studio contenga delle imprecisioni e delle informazioni scorrette, non significa che si possa esludere del tutto la possibilità di una trasmissione del virus anche da parte di persone asintomatiche.

In un rapporto del 1º febbraio, prima che l’articolo venisse smentito, l’Oms stessa ha  sottolineato che “sulla base dei dati disponibili al momento, la trasmissione avviene principalmente nei casi sintomatici” e che come è stato osservato con altri coronavirus “è molto raro che la patologia sia trasmessa da una persona che non presenta sintomi”.

Un aspetto problematico emerso dai casi tedeschi è che tutti hanno avuto un’infezione molto lieve, e questo può aiutare a diffondere il virus, ha commentato il virologo Christian Drosten del Charité University Hospital di Berlino, uno degli autori dello studio oggi messo in discussione. “Sembra che le persone possano diffondere il virus pur manifestando sintomi lievi”.

04 Febbraio 2020

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