Mangiacavalli Fnopi: “Un passo avanti importante con qualche ombra, che andrà ben declinato a livello locale”
Così Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi ha commentato il via libera della Conferenza delle regioni al documento che riconosce alle professioni sanitarie, infermieri in testa, le “competenze avanzate” (il primo passo verso le specializzazioni) previste dall’ultimo contratto, ma non ancora regolamentate.
“È importante – ha aggiunto – quando si rifà a modelli esteri di Regno Unito, Scozia e Usa in cui il cosiddetto ‘Advanced Practice Nurse’ acquisisce competenze specialistiche con l’esperienza clinica e la partecipazione a percorsi formativi di secondo livello: master, corrispondente come livello di istruzione alla laurea magistrale, e dottorato, che consentono non solo di acquisire abilità e conoscenze specialistiche, ma anche di aumentare le competenze relative al ragionamento clinico e alla gestione di problemi assistenziali complessi. Un percorso che la Fnopi – aggiunge – sta portando avanti da tempo ormai con i ministeri competenti perché siano riconosciute per gli infermieri vere e proprie specializzazioni, rispetto alle quali ora le Regioni hanno fatto il primo passo verso il riconoscimento di un modello che giudicano necessario allo sviluppo ottimale dell’assistenza sul territorio”.
“Sostenere le linee di indirizzo regionale – prosegue – è utile per far partire un percorso di riconoscimento e differenziazione delle responsabilità infermieristiche. È evidente che la declinazione pratica nelle Regioni dovrà poi essere governata per ridurre le distorsioni applicative rispetto al nostro modello di sviluppo della professione attuale e quello soprattutto per il futuro (specializzazioni, laurea magistrale con indirizzo clinico…)”.
Ma non mancano nel documento anche aspetti problematici
“Il documento approvato è una mediazione che raccoglie non totalmente la nostra proposta. Infatti lascia ancora margini alle Regioni per identificare ‘propri ambiti di competenze avanzate/specialistiche’ mentre si auspicava un elenco chiaro dell’ambito di esperto e specialista definito dai master” ha commentato Franco Vallicella, componente esperto del Comitato centrale Fnopi che ha spiegato gli aspetti positivi e quelli problematici del documento.
Aspetti positivi sono:
– si fornisce una base di riferimento unica a tutte le regioni sulla metodologia per l'applicazione del contratto che nella parte più "evoluta" rimane ancora totalmente inapplicato;
– si dà la possibilità di riconoscere pratiche "avanzare di esperto" già in essere, e questo significa – per i colleghi – la possibilità di un riconoscimento della responsabilità quotidianamente esercitata e supplementare rispetto a quanto richiesto all'infermiere privo di queste competenze;
– il documento costituisce importante risposta al ricorso avanzato in Veneto (che ha anticipato i contenuti delle linee di indirizzo) della Cimo.
Aspetti problematici sono:
– non include un elenco certo di riferimento per le competenze avanzate/specialistiche con possibilità di integrazioni con appositi "meccanismi", questo rischia di creare una frammentazione di competenze che potrebbero essere riconosciute in alcune aziende e non in altre dove potrebbero addirittura essere attribuite ad altri profili;
– si introduce una differenziazione delle competenze (di base, livello 1,2) che poi non trovano puntuale riferimento pratico e rischiano solo di fare confusione;
– si introduce una "prima" applicazione in cui si tengono uniti esperti e specialisti ( anche se poi spero ci sarà il titolo a fare la differenza);
– la tabella allegata è stata pensata per tutte le professioni, ma è indiscutibile che i concetti di esperto e specialista trovano la piena a e massima applicabilità a qualche profilo (infermiere, fisioterapista…) e difficilmente per altri, e quindi "sacrifica" la nostra enorme potenzialità.
Ora, dopo l'approvazione del documento la Commissione Salute potrà avviare interlocuzioni con le rappresentanze degli Ordini nazionali delle professioni sanitarie (Fnopi, Fn Tsrm-Pstrp, Fnopo) e con il Consiglio nazionale degli Ordini degli Assistenti Sociali e i sindacati del comparto sanità per la presentazione dello stesso documento e il confronto su possibili tematiche di carattere generale per la formazione complementare regionale.
20 Febbraio 2020
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