Fimmg: “Pareri favorevoli di Mef e Salute su convenzione mmg sono un importante passo in avanti”

Fimmg: “Pareri favorevoli di Mef e Salute su convenzione mmg sono un importante passo in avanti”

Fimmg: “Pareri favorevoli di Mef e Salute su convenzione mmg sono un importante passo in avanti”
Il segretario generale Silvestro Scotti commenta la notizia del parere favorevole espresso dal Mef, su impulso del ministro Roberto Gualtieri, rispetto all’Atto di indirizzo per il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale della medicina convenzionata. "Ora toccherà alla Conferenza delle Regioni attivare sulla base del parere favorevole la bozza preliminare già stilata il 5 settembre scorso".

"Un passo avanti fondamentale affinché i medici della medicina generale possano vedere finalmente riconosciuto una parte del loro diritto alla evoluzione del proprio reddito troppo ritardato dalla necessaria complessità di discussione del rinnovo normativo dell'Acn. Il percorso non è ancora alla fine, ma grazie alla primaria attenzione del ministro Roberto Speranza, prima, e del ministro Roberto Gualtieri, ora, entro qualche mese la partita si potrebbe finalmente chiudere". Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, commenta la notizia del parere favorevole espresso dal Mef, su impulso del ministro Roberto Gualtieri, rispetto all’Atto di indirizzo per il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale della medicina convenzionata.
 
L’Atto di indirizzo, come previsto per legge, era stato inviato alla Presidenza del Consiglio per una valutazione del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Dopo qualche momento di impasse, grazie alla sensibilità politica mostrata dal ministro Roberto Speranza e ora da Roberto Gualtieri, si apre il percorso verso una determinazione definitiva dell’Atto.
 
"Ora toccherà alla Conferenza delle Regioni – ricorda Scotti – attivare sulla base del parere favorevole la bozza preliminare già stilata il 5 settembre scorso". Un percorso che dovrà ancora dipanarsi attraverso diversi step, ma che "se si evitano complessità burocratiche, a questo punto non più tollerabili, potrà concludersi entro pochi mesi". Dal momento della formalizzazione dell’accordo tra sindacati e Sisac si passerà alla firma del presidente del Comitato di Settore, all’analisi della Corte dei Conti che descrive il proprio parere (nel termine di 15 giorni, parere per legge non vincolante) per poi, infine, passare in Conferenza Stato Regioni per la ratifica dell'Atto di Intesa, ratifica che corrisponderà in termini di data alla decorrenza dell'Acn.
 
Entro breve, quindi, si potranno ottenere l’adeguamento degli stipendi dei medici al 2017 e il riconoscimento delle quote arretrate relative al 2018, 2019 e parte realizzata del 2020. Integrazioni dei trattamenti economici nelle misure dell’1,09% per il 2017, valore a cui si aggiunge l’incremento corrispondente dell’indennità di vacanza contrattuale pari allo 0,75%, per un totale dell'1,84%. L'approvazione dell'Atto di indirizzo crea poi anche la definizione dei contenuti economici a definirsi al completamento dell’Acn per il 2018 con un incremento previsto per il conseguimento di un beneficio complessivo a regime del 4,23%.
 
"Questo risultato – conclude Scotti – è molto importante ma non può essere visto come un traguardo fine a se stesso, perché è parte del più ampio percorso che deve condurre alla definizione dell’Accordo collettivo nazionale, che ,va ricordato, sta subendo notevoli ritardi dovuti alla necessaria discussione di un normativo che deve omologare tutti gli articoli alle evoluzioni legislative degli ultimi 10 anni, evoluzioni che non sempre sono coerenti tra il livello nazionale e gli sviluppi regionali, che creano la necessità di una attenzione alla omogeneizzazione di tutte le norme e al loro coordinamento, che non metta in discussione quanto realizzato in questi anni ma che soprattutto non tarpi le ali allo sviluppo del territorio nella direzione che Fimmg auspica".
 
"Tutto questo però non poteva, e non può continuare a mettere in discussione le legittime aspettative economiche di una categoria ferma al 2010 e che, ricordiamo, assume nel proprio reddito anche i costi dell’assistenza, costi che in questi anni non si sono certo fermati per attendere l'Acn ma hanno seguito l'evoluzione delle situazioni economiche finanziarie e i medici se le sono caricate, di fatto, riducendo ulteriormente il proprio margine di reddito professionale. Oggi grazie al Governo e ai ministri Gualtieri e Speranza diamo un segnale di attenzione a tutto questo e speriamo che le Regioni rispondano con la stessa attenzione". 

21 Febbraio 2020

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