Coronavirus. Nursing Up: “Governo stanzi risorse e indennizzi per chi è in trincea”

Coronavirus. Nursing Up: “Governo stanzi risorse e indennizzi per chi è in trincea”

Coronavirus. Nursing Up: “Governo stanzi risorse e indennizzi per chi è in trincea”
Il sindacato chiede che siano garantite risorse agli infermieri che, “prima di ogni altra cosa, hanno messo a repentaglio le loro stesse vite partecipando da attori principali in un contesto emergenziale disorganizzato, senza dispositivi di protezione e lavorando nel disagio assoluto”. Tra i sostegni da prevedere, quelli per gli alloggi di chi “è stato costretto a prendere in affitto stanze intorno agli ospedali perché temono di contagiare i familiari”.

Il sindacato Nursing Up ha accolto “con favore” il recente bando per il reclutamento di 500 colleghi che andranno a dare una mano agli infermieri che già sono in trincea contro il Coronavirus, ma chiede al Governo di “non tergiversare ulteriormente e di volgere lo sguardo agli infermieri in trincea”. Anche perché quei 500, spiega il sindacato in una nota, “è poca cosa rispetto ai 4.700 infermieri che già mancavano in Lombardia prima dell’emergenza sanitaria, oppure ai 3.700 mancanti in Piemonte”.
 
Il Nursing Up chiede, dunque, “risorse ed indennizzi per i colleghi che da più di un mese ormai lavorano nei reparti Covid-19 e che non hanno ricevuto bonus di alcun tipo. Per coloro che non hanno avuto accesso ai rimborsi per l’alloggio e che sono stati costretti a prendere in affitto stanze intorno agli ospedali perché temono di contagiare i familiari”.
 
Per il Nursing Up “occorre tutelare i colleghi che, prima di ogni altra cosa, hanno messo a repentaglio le loro stesse vite partecipando da attori principali in un contesto emergenziale disorganizzato, senza dispositivi di protezione e lavorando nel disagio assoluto. Si tratta di tutti quegli infermieri senza voce che rappresentano la forza vitale del nostro servizio sanitario e che si stanno ammazzando di lavoro in prima linea dal primo minuto, quelli che non tutti vedono mentre lasciano l’ospedale con i volti tumefatti per l’uso dei dispositivi di sicurezza, o con mani e piedi gonfi dopo dieci ore di lavoro continuativo, quelli che hanno difficoltà anche a respirare nelle loro tute di protezione. Ebbene è arrivato il momento di pensare proprio a loro”.
 
“Pretendiamo ora, senza se e senza ma – conclude il Nursing Up -, la valorizzazione degli enormi sacrifici affrontati e delle competenze messe in campo da loro e dagli altri professionisti sanitari con tanta abnegazione e generosità. Si pensi a loro, anche individuando forme di riconoscimento e di risarcimento economico, così come ha fatto la Protezione civile nei bandi per medici ed infermieri appena chiusi”.

31 Marzo 2020

© Riproduzione riservata

Dislipidemie, come cambia la gestione del colesterolo LDL: la nuova Intelligence Review di QS Pro Gold 
Dislipidemie, come cambia la gestione del colesterolo LDL: la nuova Intelligence Review di QS Pro Gold 

Raggiungere gli obiettivi di colesterolo LDL è fondamentale per ridurre il rischio cardiovascolare, ma non tutti i pazienti rispondono adeguatamente alle terapie disponibili. In particolare, nei soggetti ad alto e...

Competenze dei Biologi. Fnovi: “Nel Dpr una clausola a tutela delle attribuzioni delle altre professioni sanitarie”
Competenze dei Biologi. Fnovi: “Nel Dpr una clausola a tutela delle attribuzioni delle altre professioni sanitarie”

“La clausola introdotta nel regolamento rappresenta un passaggio importante nella direzione che avevamo auspicato. È fondamentale che la definizione delle competenze professionali avvenga nel pieno rispetto delle attribuzioni stabilite dalla...

Chemsex e infezioni sessuali, l’allarme FeDerSerD: “Rafforzare prevenzione e consapevolezza”
Chemsex e infezioni sessuali, l’allarme FeDerSerD: “Rafforzare prevenzione e consapevolezza”

Chemsex ancora troppo poco indagato, prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse non sufficientemente strutturata e una scarsa integrazione tra Servizi per le Dipendenze e centri specialistici. È un quadro che presenta...

Disturbo del linguaggio nei bambini. I logopedisti: “Meno dispositivi digitali, più dialogo”
Disturbo del linguaggio nei bambini. I logopedisti: “Meno dispositivi digitali, più dialogo”

Meno schermi e più occasioni di dialogo in famiglia per favorire lo sviluppo del linguaggio nei bambini. È l’appello dei logopedisti di Milano e provincia in occasione della Giornata internazionale...