Coronavirus. Iss: “Si conferma rallentamento dei contagi. Con il lockdown evitate tante Codogno al Sud”. E sulla tempistica di una Fase 2: “La decisione spetta unicamente alla politica”

Coronavirus. Iss: “Si conferma rallentamento dei contagi. Con il lockdown evitate tante Codogno al Sud”. E sulla tempistica di una Fase 2: “La decisione spetta unicamente alla politica”

Coronavirus. Iss: “Si conferma rallentamento dei contagi. Con il lockdown evitate tante Codogno al Sud”. E sulla tempistica di una Fase 2: “La decisione spetta unicamente alla politica”
"Abbiamo iniziato una discesa. Questa dipenderà dalla capacità di mantenere le misure che hanno prodotto questo calo. Abbiamo superato un momento critico ma, cambiando le regole del gioco, c'è rischio che la curva dei contagi possa tornare nuovamente a salire". Lunedì prossimo verrà pubblicato un bando per la ricerca: "Offriremo alle migliori risorse scientifiche la possibilità di presentare progettualità che saranno aiutate da Fondi del Ministero della Salute". Sui test sierologici: "Siamo in contatto con l'Oms per la loro validazione. L'invito alle Regioni è questo: lavoriamo insieme". SLIDE 1, SLIDE 2

"I nuovi casi di contagio stanno lentamente decrescendo. Si conferma il trend del Paese con alcune zone a più alta circolazione, altre a circolazione intermedia ed altre ancora a circolazione rallentata. Il virus, in ogni caso, continua ancora circolare in tutte le zone del Paese. Grazie alle misure restrittive di isolamento sociale siamo riusciti a far scendere R0 poco al di sotto di 1 e ad evitare che ci fossero tante Codogno anche al Sud. Abbiamo iniziato una discesa. Questa dipenderà dalla capacità di mantenere le misure che hanno prodotto questo calo. Abbiamo superato un momento critico ma, cambiando le regole del gioco, c'è rischio che la curva dei contagi possa tornare nuovamente a salire".
 
Così il presidente dell'Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, accompagnato dal Direttore del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto Gianni Rezza e dal presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, in conferenza stampa hanno fatto il punto settimanale sull'andamento epidemiologico del coronavirus in Italia.
 
Sull'alto tasso di letalità registrato nel nostro Paese, Brusaferro ha spiegato come questo dato risenta del fatto che "vengono fatti tamponi solo a soggetti con sintomi. L'età mediana dei decessi è di 80 anni, mentre quella degli infetti è di 62 anni. Le donne rappresentano il 31,4% dei decessi". Quanto ai dati di Bergamo: "Qui appare evidente un eccesso di mortalità molto elevato rispetto agli anni passati. Solo una parte dei decedeuti è stata censita con tampone positivo".
 
Quanto ad una possibile Fase 2, sulla quale è intervenuto oggi il Capo della Protezione civile Angelo Borrelli, parlando di un possibile allentamento delle misure intorno al 16 maggio, da Locatelli è arrivata una risposta ben più prudente: "Questa decisione spetta unicamente al decisore politico. Noi ci limitiamo a dare le nostre valutazioni". In ogni caso, come chiarito da Brusaferro, la Fase 2 dovrà essere "molto graduale" e, in ogni caso, dovrà essere caratterizzata "da un'identificazione precoce casi, isolamento, contact tracing, e lo sviluppo di strategie per minimizzare i contagi all'interno dei nuclei familiari e tra operatori sanitari".
 
Pronto un bando per finanziare nuove ricerche. "Lunedì verrà pubblicato un bando per la ricerca che offrirà alle migliori risorse scientifiche la possibilità di presentare progettualità che saranno aiutate da Fondi del Ministero della Salute. Vogliamo investire in ricerca", ha sottolineato Locatelli. Quanto alle sperimentazioni già in atto, "sono 8 quelle già attivate da Aifa. Una di queste viene condotta con una gestione domiciliare per prevenire il progredire della patologia verso quadri di insufficienza respiratoria".
 
Smentita la tesi di una possibile diffusione aerea del virus: "Le vie di trasmissione principali del virus sono per droplets e contatto, non c'è alcuna evidenza per dire che il virus circoli nell'aria".
 
E sui test sierologici sui quali già diverse Regioni stanno investendo: "Sugli studi di sieroprevalenza c'è da dire che è un tipo di indagine molto importante sulla quale vogliamo sì investire, ma solo in maniera metodologicamente rigorosa. Premettiamo che questi test non servono per la diagnosi ma per definire la sieroprevalenza – ha sottolineato Locatelli -. Siamo in contatto costante con l'Oms non solo per la validazione di questi test, ma anche per sviluppare un modello di indagine che possa coprire il più possibile le diverse aree del Paese, considerando anche le differenze per fasce d'età e sesso. Questi modelli di sieroprevalenza potranno aiutarci a considerare, attentamente e cautamente, eventuali future misure di riapertura e allentamento sul distanziamento sociale".
 
Sul punto è intervenuto anche Brusaferro spiegando come, a causa delle diverse iniziative intraprese ormai da più Regioni, sia concreto il rischio che test validati in un territorio non necessariamente vengano riconosciuti da altre. "L'invito alle Regioni è questo: lavoriamo assieme".
 
Infine, sulle tempistiche per la produzione di un vaccino efficacie contro il covid-19: "Dal momento in cui un vaccino viene testato nell'uomo, passano dei mesi per la sua validazione. Poi passano ulteriori tempi per la sua produzione. Sembra altamente improbabile che questo possa avvenire in un numero di mesi limitato", ha concluso Brusaferro.
 
 
Giovanni Rodriquez

03 Aprile 2020

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