Il coronavirus non ferma i trapianti, sei interventi in Campania

Il coronavirus non ferma i trapianti, sei interventi in Campania

Il coronavirus non ferma i trapianti, sei interventi in Campania
Presso la terapia intensiva dell’Azienda ospedaliera Cardarelli e presso la rianimazione del Ruggi di Salerno in poche ore sono stati individuati due donatori per i quali i familiari hanno dato l'assenso al prelievo degli organi dopo la morte cerebrale. Trapiantati due reni al Policlinico di Napoli, due al Ruggi di Salerno e due fegati al Cardarelli. Due reni sono andati in Sicilia per altrettanti pazienti.

L’attività trapiantologica non si lascia fermare dal coronavirus. In poche ore sono stati 6 gli interventi di trapianto effettuati in Campania. I donatori sono stati segnalati al Centro regionale trapianti guidato da Antonio Corcione. La macchina organizzativa si è messa in moto stanotte e, dopo la certificazione di morte redatta dal collegio medico presso ciascun ospedale, sono terminate stamattina le procedure per la selezione dei riceventi. Due reni sono andati in Sicilia per altrettanti pazienti. Ad altri due pazienti campani in lista di attesa gli altri due reni. I fegati invece a due malati in lista del Cardarelli. Una lunga maratona chirurgica iniziata stanotte e grazie alla quale 6 persone potranno tornare a una nuova prospettiva di vita.
 
"Un lavoro di squadra – dice Corcione che da casa, dove è in convalescenza dopo essere guarito dal Coronavirus, continua a lavorare a pieno ritmo – che vede coinvolti il Laboratorio del Cotugno per i test virologici per essere certi che il donatore non trasmetta questo tipo di infezione, il Laboratorio di Immunoematologia della Seconda Università per la tipizzazione e la ricerca della compatibilità donatore e ricevente e per tutte le altre necessità logistiche e chirurgiche il Centro nazionale trapianti e i centri trapianto della Campania e della Sicilia".
 
La Polizia di Stato e l’Alitalia insieme hanno supportato tutte le operazioni di trasporto di organi fuori dalla Campania. “Il mio grazie – conclude Corcione – in questo momento va alle famiglie dei nostri donatori per il gesto di altruismo e solidarietà dimostrato. In un momento storico di forte impatto emotivo tra la popolazione la catena delle donazioni e dei trapianti nella nostra Regione non si ferma. Nonostante l'epidemia da Covid-19 il Centro regionale trapianti sta portando avanti numerose iniziative tra cui un servizio di "Help on line" con psicologi del Centro regionale trapianti che rispondono ai pazienti per rispondere a domande, chiarori dubbi e risolvere necessità. Attivo anche il numero verde 800202023. Quello che è cambiato è l’invito che facciamo al cittadino, prima si diceva di andare al Comune o all’Asl per dichiarare la propria volontà. Ora diciamo state a casa ma scegliamo di donare. La rete delle donazioni e dei trapianti non si ferma".
 
Il trapianti due reni dunque, oltre che al Ruggi stanotte sono stati effettuati stamani al Policlinico Universitario Federico II in contemporanea. “La conferma di un’organizzazione che, nonostante veda il Policlinico Universitario Federico II in prima linea nella lotta al Covid-19 non arretra di un passo nel dare risposte d’eccellenza a tutti i pazienti – commenta il manager Anna Iervolino – i trapianti che hanno restituito speranza e vita a due giovani trentenni non sono certo un fatto eccezionale per la Federico II, ma sono straordinari per la capacità di riorganizzazione delle attività mostrata da parte del management e di adattamento da parte di tutto il personale. Rispondere all’emergenza dettata dal Covid-19 ha significato infatti per la direzione strategica dell’Azienda ospedaliera universitaria ridisegnare la configurazione delle unità operative a vantaggio di nuovi posti di terapia intensiva e malattie infettive, adulti e pediatrici, inclusi percorsi separati per partorienti e neonati, dedicati al Covid-19. Tutto questo non ha però inficiato le capacità di risposta per altre gravi patologie e per le attività di trapianto del rene, che al momento sono svolte in Campania solo dalla Federico II di Napoli”.

A realizzare i due trapianti in contemporanea, coordinati da Giuseppe Servillo, responsabile del programma aziendale Trapianti di rene, sono state le equipe chirurgiche guidate da Michele Santangelo (direttore della UOC di Chirurgia Generale e Trapianti di Rene) e da Vincenzo D’Alessandro (responsabile della UOSD Centro Trapianti e Chirurgia del Retroperitoneo), con l’indispensabile apporto dell’equipe nefrologica diretta da Rosa Carrano e da Stefano Federico, dell’equipe anestesiologica guida da Giuseppe Servillo e delle equipe infermieristiche guidate da Adele Maiorano e Bruno Barrella.
 
"Due trapianti “ordinariamente straordinari”  – commenta Santangelo – che mi rendono orgoglioso di far parte di un’Azienda ospedaliera universitaria che è attivamente in prima linea per l’emergenza Covid, ma che continua ad erogare salute grazie ad attività determinati come queste". I due giovani, lo annuncia Servillo "sono già stati trasferiti nel reparto di degenza. Un successo per tutti coloro che hanno preso parte a questo doppio intervento che ha impegnato due blocchi operatori e due equipe chirurgiche contemporaneamente".
 
Ettore Mautone

10 Aprile 2020

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