Coronavirus. Dalle librerie alle mascherine le Regioni in ordine sparso. Boccia: “Misure più restrittive ok, allentamento lockdown no”. E poi agli scienziati: “Pretendiamo chiarezza”

Coronavirus. Dalle librerie alle mascherine le Regioni in ordine sparso. Boccia: “Misure più restrittive ok, allentamento lockdown no”. E poi agli scienziati: “Pretendiamo chiarezza”

Coronavirus. Dalle librerie alle mascherine le Regioni in ordine sparso. Boccia: “Misure più restrittive ok, allentamento lockdown no”. E poi agli scienziati: “Pretendiamo chiarezza”
Dopo il Dpcm che ha prorogato le misure di contenimento fino al 3 maggio ogni Regione è andata per la sua strada. E così è un diluvio di ordinanze tra norme più stringenti ad allentamento dei divieti. E il Ministro per gli Affari regionali cerca di mettere dei paletti.

Dalla riapertura di librerie e negozi per bambini, passendo per le passeggiate, all’obbligo delle mascherine fino ai giorni di apertura dei supermercati ogni Regione va per la sua strada in barba alle ultime novità del Dpcm del Governo.
 
Se le ordinanze regionali “sono ulteriormente restrittive vanno bene e sono un supporto ulteriore. Se le ordinanze definiscono misure restrittive, non solo è utile ma aumenta la comprensione generale del fenomeno e le regioni hanno sempre avuto la possibilità di `stringere´ rispetto alle indicazioni del governo”. Ha affermato ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, nel corso dell'audizione davanti alla commissione Affari costituzionali della Camera.
 
Questa cosa, però “non è possibile per l'allentamento delle misure perché si va in contrasto con le norme ordinarie” spiegando che, invece, “sull'allentamento delle misure connesso alle riaperture si tratta solo di autorizzazioni che possono dare i prefetti sentiti i presidenti di regione sulla base di specifiche indicazioni”. 
 
Ma Boccia ha poi lanciato, sempre oggi ma dalle pagine del Corriere della sera una richiesta agli scienziati: “Chiedo alla comunità scientifica, senza polemica, di darci certezze inconfutabili e non tre o quattro opzioni per ogni tema. Chi ha già avuto il virus, lo può riprendere? Non c'è risposta. Lo stesso vale per i test sierologici. Pretendiamo chiarezza, altrimenti non c'è scienza”.
 
Il caos delle ordinanze regionali.
Come dicevamo con il nuovo Dpcm il Governo ha prorogato il lockdown fino al 3 maggio ma ha anche autorizzato l’apertura dei negozi di abbigliamento per bambini e per librerie e cartolerie. Il punto è che ogni Regione ha interpretato a modo suo le misure e così da Nord a Sud dello Stivale è un diluvio di ordinanze, tra fughe in avanti e misure più stringenti.
 
Partiamo dalle librerie e dai negozi per bambini. In Lombardia, Piemonte, Campania, Emilia Romagna, Sardegna e nella Pa di Trento le serrande di librerie e cartolerie rimarranno chiuse. In Toscana potranno aprire ma solo dopo aver sanificato i locali, garantendo a dipendenti e utenti dispositivi di protezione e la distanza di almeno 1,8 metri tra le persone. Nel Lazio invece potranno riaprire il 20 aprile per dar modo agli esercenti di prepararsi.
 
Quanto ai negozi per abbigliamento dei bambini in Veneto e Campania saranno aperti solo due giorni a settimana. In Emilia Romagna, Sardegna e Piemonte rimarrano chiusi.
 
C’è poi la partita supermercati. In Sicilia saranno chiusi la domenica mentre in Veneto anche il 25 aprile e il 1° maggio con obbligo di mascherina quando si va al supermercato. Lo stesso vale nelle Marche. Nel Lazio durante le due festività potranno restare aperti solo i centri agroalimentari all’ingrosso, delle farmacie, parafarmacie, edicole, tabaccai e aree di servizio In Emilia Romagna i supermercati (le cui misure prevedevano la chiusura la domenica) potranno riaprire invece da domenica 19 aprile.
 
Anche sull’obbligo di mascherine ogni Regione sceglie la sua strada. La Lombardia le ha rese obbligatorie (basta anche un foulard) quando si esce, così come il Friuli, il Veneto e la Toscana. In Piemonte obbligatorie nei negozi.
 
C’è poi il tema delle passeggiate. Il Veneto ha tolto il limite dei 200 metri mentre la Sicilia ha vietato le passeggiate. Sì agli spostamenti dalla propria abitazione a piedi e di muoversi all'interno dell'Alto Adige per fare visita al proprio compagno/a o ai propri figli ma sempre con la mascherina.
 
C’è poi chi come la Liguria ha allentato le misure per alcune aziende. Via libera a giardinaggio, sia a scopo professionale che personale, e coltivazione di piccoli terreni; manutenzione straordinaria e allestimento delle attività balneari e dei piccoli chioschi; attività dei cantieri nautici propedeutici alla consegna delle imbarcazioni già allestite; piccoli lavori di edilizia, sia privata che pubblica; controlli alle imbarcazioni da parte delle darsene
 
 
L.F.

L.F.

14 Aprile 2020

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