Cronache marziane al tempo del coronavirus

Cronache marziane al tempo del coronavirus

Cronache marziane al tempo del coronavirus

Gentile Direttore,
ieri è stata riportata qui su QS la circolare ministeriale di indirizzo alle Regioni per la predisposizione dei loro piani di riorganizzazione della rete ospedaliera comprensivi di quella delle terapie intensive e semi-intensive. Ho personalmente molto apprezzato questa circolare che fornisce riferimenti utili a contenere la “fantasia” di alcuni Presidenti che hanno immaginato soluzioni per così dire futuristiche al problema della carenza di posti letto di terapia intensiva. Mi riferisco a quelle che il loro ideatore, il dott. Guido Bertolaso, ha definito “astronavi” e cioè i due Fiera Hospital di Milano e Civitanova Marche finanziati da donazioni private (ma poi su questo torneremo).
 
La circolare in estrema sintesi prevede che in ogni caso i posti letto di terapia intensiva debbano  comunque essere implementati in ospedali che dispongano di posti letto di terapia intensiva e attività chirurgica, al fine di poter garantire presenza di personale già formato. Aggiunge inoltre che gli interventi per la dotazione di posti letto aggiuntivi di terapia intensiva debbano essere individuati in un numero limitato di ospedali.
 
La vicenda delle due astronavi, ed in particolare di quella della Fiera di Milano, è stata oggetto di ripetute critiche per i costi elevati, la non utilità (almeno in questa fase) e per la sua inadeguatezza strutturale ed organizzativa. La critica a soluzioni di questo genere del resto ha trovato spazio anche in ambito scientifico.
 
Rimane da approfondire un tema a mio parere rilevante: come può un progetto di questo tipo andare avanti anche quando sono disponibili tutti gli elementi di criticità che ne sconsigliano l’avvio e soprattutto la prosecuzione? E’ questo il caso  del Fiera Hospital della Regione Marche con 84 posti letto attrezzati per una assistenza intensiva, ma metà destinati ad una assistenza semi-intensiva. Ipotizzato a fine marzo per contenere un paventato picco di ricoveri in terapia intensiva è stato poi realizzato quando era da tempo cominciato il picco inverso di diminuzione dei ricoveri in area critica. Il progetto ha ricevuto critiche sin dalla fase di avvio per poi esplodere sul piano sindacale (gli echi sono arrivati anche qui su QS) quando per la gestione puramente dimostrativa di alcuni posti letto si è iniziato a reclutare il personale dalle Aziende Sanitarie regionali. Nella coda di questa fase della epidemia con pochissimi pazienti Covid-19 ancora ricoverati in area critica negli ospedali delle Marche si è iniziato a trasferire qualche paziente per lo più non critico al FH senza alcuna utilità di sistema, ma con costi stimati e messi a bilancio attorno ai quattro milioni di euro per un trimestre.
 
Allo stesso tempo la citata circolare del Ministero prevede per le Marche 220 posti letto di terapia intensiva (i 115 attuali più altri 105) contro i 300 che il Presidente della Regione dichiarava nella stessa giornata di ieri essere necessari alla Regione Marche. In sostanza quelli del Fiera Hospital sono tutti eccedenti rispetto al fabbisogno stimato dal Ministero. Ciononostante il Presidente confermava la sua totale convinzione sulla utilità del progetto e sulla infondatezza tecnica delle critiche.
 
La domanda è: come si prevengono e come si evitano queste soluzioni a tipo astronave che comunque – come nel caso delle Marche – sono largamente coperte da denaro pubblico anche in sede di investimento strutturale, visto che dei quasi 12 milioni di euro necessari 5 vengono dall’erogazione della Banca d’Italia alla Regione Marche che poteva destinarli tranquillamente e più utilmente alla rete degli ospedali pubblici? Quanto ai costi di gestione questi gravano per intero sul bilancio del Servizio Sanitario Regionale, almeno nel caso delle Marche.
 
Vale la pena di fare tesoro di queste esperienze sia per decidere cosa fare adesso di queste strutture sia per evitare che in analoghe emergenze future l’ansia di protagonismo della politica sottragga risorse da destinare ad investimenti di maggiore priorità. Che si sia pensato (e provveduto) a costruire astronavi quando unanimamente si identificava nel territorio la sede giusta per contrastare l’epidemia è fenomeno che merita una riflessione di sistema.
 
Claudio Maffei
Coordinatore scientifico di Chronic-on

Claudio Maffei

30 Maggio 2020

© Riproduzione riservata

Delega professioni. Il personale delle strutture sanitarie accreditate è il grande assente
Delega professioni. Il personale delle strutture sanitarie accreditate è il grande assente

Gentile Direttore, con il disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie e responsabilità professionale sembra iniziare quella revisione del Ssn da tempo attesa. In particolare, a proposito delle...

Il Tar Marche legittima il riposizionamento delle farmacie.  La “farmacia dei servizi” cambia le regole del gioco
Il Tar Marche legittima il riposizionamento delle farmacie.  La “farmacia dei servizi” cambia le regole del gioco

La farmacia non è più soltanto un luogo dove ritirare i farmaci, ma un vero e proprio presidio sanitario di prossimità, e come tale la sua collocazione sul territorio deve...

Linea guida sull’arresto cardiaco, un traguardo di coesione multidisciplinare e rigore scientifico
Linea guida sull’arresto cardiaco, un traguardo di coesione multidisciplinare e rigore scientifico

Gentile Direttore,lo scorso 26 gennaio è stata ufficialmente pubblicata sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità l’area tematica riguardante il Basic Life Support (BLS) il primo tassello della più ampia Linea...

La questione del vincolo di esclusività: il futuro del Ssn ad un bivio
La questione del vincolo di esclusività: il futuro del Ssn ad un bivio

Gentile Direttore, il vincolo di esclusività nelle professioni sanitarie costituisce oggi uno degli argomenti più sensibili e potrebbe rivelarsi strategico nel dibattito sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale. Non si...