Coronavirus. Case di riposo, a Bolzano ripartono visite e ammissioni

Coronavirus. Case di riposo, a Bolzano ripartono visite e ammissioni

Coronavirus. Case di riposo, a Bolzano ripartono visite e ammissioni
La riapertura sarà condizionata da misure di prevenzione: oltre al rispetto delle norme igienico-sanitarie generali, le visite dovranno essere prenotate e ai visitatori sarà provata la temperatura corporea. Per l’ingresso in struttura di un nuovo ospite sarà richiesto un test PCR negativo datato non più di 4 giorni prima. Al via anche le visite a casa nei weekend per i pazienti con disabilità, malattia psichica e dipendenze. “Siamo i primi in Italia a fare questo passo coraggioso. È una grande responsabilità, ma è opportuno far ripartire la vita sociale all’interno delle strutture”.

Una residenza per anziani dove da 14 giorni non si accertino casi di positività fra gli ospiti residenti o fra i collaboratori può tornare a programmare visite e nuove ammissioni. E un paziente con disabilita potrà tornare in famiglia nel fine settimana se il nucleo famigliare è stato in buono stato di salute negli ultimi 14 giorni. È così che nella Pa di Bolzano anche le Rsa e i servizi abitativi per persone con disabilità tornano pian piano alla normalità. La Giunta provinciale ha approvato oggi (9 giugno) il Piano provinciale per il riavvio graduale dell’attività regolare nei servizi residenziali per anziani, nel servizio accompagnamento e assistenza abitativa per anziani e nei servizi abitativi per persone con disabilità, malattia psichica e dipendenze.

“Siamo i primi in Italia a fare questo passo coraggioso alla luce dei dati positivi”, fa presente in una nota l’assessora provinciale alle politiche sociali Waltraud Deeg che sottolinea: “Siamo consapevoli di questa grande responsabilità, ma è opportuno far ripartire la vita sociale all’interno delle strutture”.

Residenze per anziani: di nuovo possibili visite e ammissioni
Una residenza per anziani dove da 14 giorni non si accertino casi di positività fra gli ospiti residenti o fra i collaboratori può lentamente tornare alla normalità. Ogni struttura può adottare i preparativi necessari alla riapertura graduale in base alla propria situazione e quindi consentire nuovamente le visite. Oltre a garantire il rispetto delle norme igienico-sanitarie generali per prevenire il contagio, le visite dovranno essere prenotate. Ai visitatori sarà provata la temperatura corporea. Anche durante il periodo di chiusura se ritenuto necessario e in casi eccezionali le direzioni delle strutture hanno consentito l'accesso ai familiari.

Nelle 76 residenze per anziani sono nuovamente possibili da subito le nuove ammissioni in presenza dell’intesa da parte del responsabile sanitario della struttura. Per l’ingresso in struttura il nuovo ospite dovrà presentare un test PCR negativo datato non più di 4 giorni prima. Hanno la precedenza le ammissioni a tempo indeterminato rispetto a quelle temporanee. Le relative domande possono essere presentate online o tramite lo Sportello unico, non personalmente alla struttura. Gradualmente, potranno riprendere anche le attività interne delle residenze, come ad esempio il servizio bar, e quelle seguite dai volontari. Previo accordo con le direzioni e i responsabili sanitari delle strutture, è possibile garantire l'accesso ai volontari.

Fase 2 anche per i servizi per persone con disabilità
Parte la fase 2 anche nei servizi abitativi per persone con disabilità, malattia psichica e dipendenze, che erano stati chiusi nel marzo 2020 per pericolo di contagio. Valgono le medesime disposizioni delle residenze per anziani. Inoltre, saranno nuovamente possibili le visite in famiglia nel fine settimana. Il presupposto a tal fine è il buono stato di salute del nucleo familiare negli ultimi 14 giorni. “È fondamentale entrare nella fase 2 della pandemia con cautela per giungere lentamente alla normalità”, fa presente l’assessora Deeg che ricorda come il Piano per il riavvio dell’attività regolare nelle strutture residenziali.

La fase due, precisa la Provincia, sarà accompagnata da un apposito Comitato di sorveglianza per evitare nuove ondate di contagio nelle strutture. Del comitato faranno parte accanto ai membri del Comitato di crisi delle residenze per anziani, grazie alla cui collaborazione è stato elaborato il Piano per il riavvio, nonché rappresentanti dei responsabili sanitari delle strutture, del personale assistenziale e dei servizi psicologici che accompagnano la fase 2 nel settore sociale.

09 Giugno 2020

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