Corte dei Conti: calo dell’1,2% del costo del lavoro nelle PA. Dubbi sulla riforma

Corte dei Conti: calo dell’1,2% del costo del lavoro nelle PA. Dubbi sulla riforma

Corte dei Conti: calo dell’1,2% del costo del lavoro nelle PA. Dubbi sulla riforma
Preoccupa anche la produttività. I reiterati tagli lineari agli organici impediscono il “consolidamento di procedure, competenze e professionalità, con inevitabili, negativi riflessi su quantità e qualità dei servizi”. Ecco la sintesi e il testo integrale dellla Relazione sul costo del lavoro pubblico.

Le misure di contenimento della spesa di personale contenute nel decreto-legge n. 78 del 2010 e ulteriormente rinforzate dalle successive manovre estive hanno prodotto nel 2011 – primo anno di applicazione della normativa – effetti finanziari superiori a quelli programmati: i dati diffusi dall’ISTAT nel mese di aprile evidenziano, infatti, per la prima volta dall’avvio della privatizzazione del pubblico impiego, una diminuzione della spesa per redditi da lavoro dipendente pari all’1,2% rispetto all’anno precedente, valore doppio di quello stimato dal Governo, da ultimo, nella relazione di dicembre 2011.

A illustrare il quadro è la Corte dei Conti, nella Relazione 2012 sul Costo del lavoro pubblico in cui si evidenzia che una ripresa di 0,5 punti percentuali è prevista, a partire dal 2015, per effetto della cessazione della vigenza temporale delle misure restrittive. Relativamente a tale anno, il quadro a politiche invariate ipotizza un’ulteriore crescita pari all’1,1% per effetto della ripresa dell’attività negoziale.

A preoccupare la Corte dei Conti, però, è in particolare la produttività del settore pubblico. “Il blocco della crescita delle retribuzioni complessive e della contrattazione collettiva nazionale – commentano i giudici contabili – hanno comportato il rinvio, da un lato, delle norme più significative in materia di valutazione del merito individuale e dell’impegno dei dipendenti contenute nel d.lgs. n. 150 del 2009 e, dall’altro, impedito l’avvio del nuovo modello di relazioni sindacali delineato nell’intesa del 30 aprile 2009, maggiormente orientato ad una effettiva correlazione tra l’erogazione di trattamenti accessori e il recupero di efficienza delle amministrazioni”.

Inoltre, “i reiterati tagli lineari agli organici obbligano le amministrazioni ad una continua attività di revisione degli assetti organizzativi che impedisce il consolidamento di procedure, competenze e professionalità, con inevitabili, negativi riflessi sulla quantità e qualità dei servizi erogati”.

Ma a preoccupare i giudici contabili è anche la recente intesa Governo, Regioni, Enti locali e sindacati sul lavoro pubblico. Che, “al di là della necessità, più volte sottolineata dalla Corte, di completare il quadro ordinamentale per il riavvio della contrattazione collettiva”, secondo la Corte dei Conti “suscita perplessità nella parte in cui rimette in discussione il percorso già avviato per la costruzione di un sistema di valutazione della performance delle amministrazioni e del merito individuale dei dipendenti”.

Il rischio, paventato dalla Corte, è quello di “una possibile permanenza delle criticità che hanno caratterizzato sinora la contrattazione collettiva nazionale e integrativa non in grado di rendere effettiva la correlazione fra componenti accessorie della retribuzione e incrementi di produttività del settore pubblico”.

 

15 Maggio 2012

© Riproduzione riservata

Il Sud si ammala due volte
Il Sud si ammala due volte

Il Sud si ammala due volte. La prima quando le condizioni economiche, sociali e ambientali compromettono la salute dei suoi abitanti. La seconda quando il bisogno di assistenza incontra servizi...

Morbillo. Italia prima in Ue per numero di casi e incidenza doppia rispetto alla media europea. Seconda dose vaccinale ferma all’83%
Morbillo. Italia prima in Ue per numero di casi e incidenza doppia rispetto alla media europea. Seconda dose vaccinale ferma all’83%

L'Italia si conferma il Paese europeo con il maggior numero di casi di morbillo notificati negli ultimi 12 mesi: 651, pari al 28% dei 2.325 complessivamente segnalati nei 30 Paesi...

Ci vorrebbe un’altra Tina Anselmi
Ci vorrebbe un’altra Tina Anselmi

La Corte dei conti presenta un risultato che dovrebbe scuotere la politica: circa 2,3 miliardi di disavanzo sanitario regionale nel 2025, prima delle coperture, quasi 800 milioni in più rispetto...

Biodifesa. Anche la salute è una questione di sicurezza nazionale. Ma l’Occidente non è pronto
Biodifesa. Anche la salute è una questione di sicurezza nazionale. Ma l’Occidente non è pronto

Mentre in Occidente i bilanci militari si gonfiano fino a toccare il record storico di 2.890 miliardi di dollari, la spesa per difenderci dalla minaccia più subdola - un agente...