No alle terapie di conversione o riparative

No alle terapie di conversione o riparative

No alle terapie di conversione o riparative

Gentile direttore
mentre in Italia si discute una fragile legge contro la violenza di genere, nel silenzio delle Omceo e Associazioni o Sindacati sanitari, anche in Israele viene invece approvato uno specifico divieto contro le cosiddette "terapie di conversione" o "riparative".
 
In realtà sono molti i Paesi nel mondo che le vietano, riconoscendo attraverso l'immensa letteratura scientifica nel merito, o attraverso l'ICD-10 se non direttamente l'ICD-11, la loro pericolosità e violenza. Albania, Australia o Argentina, Paesi di diversa estrazione culturale e religiosa in tutto il mondo  riconoscono la realtà degli studi scientifici e la normalità dell'orientamento sessuale e le hanno da anni vietate.


 



 
In Italia non esiste nessuna voce o studio neanche epidemiologico nel merito, ma su nostra sollecitazione la Società italiana di Psichiatria ha riconosciuto ufficialmente nel 2018 le linee guida WPA 2016 che estendono i Diritti Sanitari a tutte le persone LGBTI. 
 
In attesa di una risposta ufficiale da parte del Ministro Speranza, almeno il Presidente Fnomceo Anelli già riconosce in un comunicato ufficiale come inaccettabile la discriminazione in ambito sanitario. 
 
Esiste tuttavia un lungo percorso culturale e scientifico, in cui siamo pronti ad accompagnare le istituzioni e associazioni sanitarie, per attivare protocolli e corsi di formazione sulla Medicina di Genere LGBTI, sulla base anche all'ultima delibera sulla Medicina di Genere
 
Riteniamo tuttavia urgente una dichiarazione pubblica di Fnomceo,  Sindacati e Associazioni Scientifiche Sanitarie a favore della proposta legge Zan contro la violenza di genere, omofobia, transfobia, misoginia.
 
Manlio Converti 
Psichiatra 
Presidente AMIGAY

27 Luglio 2020

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