StopOpg. Cecconi: Vogliono riaprire i manicomi 

StopOpg. Cecconi: Vogliono riaprire i manicomi 

StopOpg. Cecconi: Vogliono riaprire i manicomi 
Ieri la Commissione Affari Sociali ha approvato il TU presentato dal relatore Ciccioli, Pdl, di riforma della legge Basaglia. Cecconi, Comitato StopOpg, denuncia “vogliono riaprire i manicomi. Li chiameranno Trattamenti Sanitari Necessari prolungati e saranno attuati contro la volontà del paziente”.

La Commissione Affari Sociali di Montecitorio nella seduta di ieri ha approvato il Testo Unico presentato dal relatore del Pdl, Carlo Ciccioli, che intende riformare la legge Basaglia. Questo secondo Stefano Cecconi del Comitato nazionale StopOpg rappresenta un rischio concreto di riapertura dei manicomi. “Sono previsti trattamenti sanitari (psichiatrici) necessari (Tsn) prolungati – dichiara Cecconi – e attuati contro la volontà del cittadino in apposite strutture. Se verrà tradotto in legge riapre la buia stagione dei manicomi”.
 
“La legge 180 – insiste Cecconi – ha interrotto secoli di abusi e di costrizioni nei confronti di migliaia di persone, private della libertà e della dignità e obbligate all’internamento, limitando a situazioni acute e straordinarie, e con precise garanzie per la persona, la possibilità di trattamento sanitario obbligatorio. I manicomi sono stati aboliti, proprio in quanto destinati a riprodurre – per la loro natura – disagio, sofferenza e devianza. Sono stati aboliti perché sono una risposta sbagliata in termini di cura. Non a caso l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Unione Europea, con Libro verde sulla salute mentale, hanno indicato come modello la legge 180”.
 
“Eppure – l’esponente del Comitato StopOpg – sappiamo che la riforma Basaglia non è stata applicata pienamente: troppo spesso il diritto alla salute mentale non è garantito su tutto il territorio nazionale. In modo strisciante si sono riaperte strutture che assomigliano ai vecchi ospedali psichiatrici e troppo spesso l’unica risposta sono i farmaci. Questa situazione, se non affrontata, porta all’abbandono di chi soffre e delle loro famiglie. E offre pretesti ai “nostalgici” del manicomio. Per questo insistiamo: bisogna investire nei servizi territoriali, con Centri di Salute Mentale accoglienti, centri diurni, servizi domiciliari e residenziali, per garantire 24 ore su 24 la “presa in carico” delle persone e dei loro familiari, e l’inclusione sociale e lavorativa.
E proprio investire nel welfare territoriale favorisce l’alternativa e la chiusura degli stessi Ospedali Psichiatrici Giudiziari, che il Presidente Napolitano ha definito: estremo orrore, inconcepibile in un qualsiasi paese appena appena civile. Questo occorre, perché smantellare la 180 e tornare al manicomio, è una comoda e incivile scorciatoia, che non riconosce dignità e diritti a chi soffre di disagio mentale, e che riduce gli spazi di libertà per tutti”.

18 Maggio 2012

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