Le soluzioni: “Progetti di sistema, superamento dei luoghi comuni e collaborazione medici cittadini”
Sono queste le strade da imboccare per dare soluzioni alle liste d’attesa indicate nel corso di una tavola rotonda ad hoc organizzata oggi all’Enpam dall’Anaao Assomed
“Il fenomeno delle liste d’attesa – ha spiegato Carlo Lusenti, assessore alla sanità della regione Emilia Romagna – è praticamente inevitabile, e nonostante venga affrontato da anni continua a non trovare soluzioni. Per affrontarlo occorre superare dei luoghi comuni, superare delle visioni anedottiche come quella del cittadino che ha aspettato cinque anni per poter accedere ad alcune prestazioni, facendole diventare rappresentative del sistema. Andiamo oltre perché ci sono misurazioni oggettive e non anedottoiche svolte su grandi volumi che invece ci dicono che il governo delle liste c’è. Che l’accessibilità alle prestazioni è garantita e tempestiva, che siamo all’altezza delle performance europee. È chiaro che dobbiamo fare sempre di più. Ma è più importante il tempo di ogni singola prestazione o invece la misurazione dell’accessibilità, della continuità delle cure, dell’appropriatezza della prescrizione e della gestione appropriata della domanda?”.
Nel 2002 in Emilia Romagna ci sono stati 60mln di prestazioni specialistiche, nel 2011 sono ar arrivate a 80 milioni. “Eppure la nostra popolazione – ha aggiunto Lusenti – non è aumentata, non abbiamo avuto epidemie e l’indice di vecchiaia paradossalmente non è cresciuto. È semplicemente aumentata la medicina dei desideri. È a questo che dobbiamo mettere un freno altrimenti non raggiungeremo mai l’equilibrio. Quindi superiamo l’anedottica e quello che fa notizia perché populistico. Se non utilizziamo questo metro il problema non si risolverà mai. Contribuiremo solo in modo potente a portare elementi di discredito al Ssn. Maneggiamo quindi con cura questi argomenti: se portiamo avanti il pensiero che il Ssn è costoso e inaccessibile, non facciamo altro che affossarlo”
Difendere il Ssn è essenziale anche per Amedeo Bianco: “I dati dell’Istat – ha ricordato il presidente della Fnomceo – fotografano una crescita delle diseguaglianze sociali, di quelle di genere, generazionali e territoriali. Dobbiamo quindi trovare dei collanti per raggiungere una coesione sociale. E i migliori collanti sono la nostra sanità pubblica, la scuola pubblica, il lavoro e l’impresa. Non dobbiamo mai dimenticare che il Ssn è un valore aggiunto. Migliorare la sanità vuol dire migliorare il paese. Rendere meno iniqua la sofferenza del Paese”.
Per Fabio Valerio Alberti, vice presidente Fiaso la soluzione al problema delle liste d’attesa è quella di portare avanti “un progetto di sistema che sappia aggredire sia il fronte della domanda, sia quello dell’offerta coinvolgendo medici e specialisti”. Ed anche le associazioni perché il problema non può essere gestito sulla difensiva. “È una sfida che va affrontata in modo aperto con trasparenza – ha affermato – non serve nascondere realtà critiche. Serve un progetto di sistema perché questo tema non può essere parcellizzato. Dobbiamo inserire obiettivi di appropriatezza nell’azienda. Soprattutto deve terminare ping pong di responsabilità tra medici di medici di medicina generale e specialisti sull’opportunità o meno di prescrizioni. La soluzione è quella di iniziare a condividere protocolli diagnostici. Per quanto riguarda il sistema di offerta servono controlli a breve termine e percorsi di accesso controllati per alcune patologie fino alla prenotazione on line”.
Anche per Francesca Moccia, coordinatore nazionale del Tdm occorre un progetto di sistema. Soprattutto è importante portare avanti campagne insieme con i medici definendo iniziative specifiche: “La proposta di un progetto di sistema è ottima e su questo dobbiamo lavorare. Preferiamo strade concrete di risoluzione. Siamo pronti a misurare in maniera corretta il miglioramento, se ci sarà. Abbiamo l’audit civico che ci consente di valutare qualità e tempi: usiamolo come metro. Ci prenderemo l’impegno di monitorare i piani aziendali, e se lo faremo insieme ai medici è meglio. Educazione e responsabilizzazione ai cittadini: siamo pronti anche su questo”.
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22 Maggio 2012
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