Riforma 118. Un nuovo documento dalle associazioni mediche e società scientifiche: “Stop a frammentazione, competenze e sistema unico di monitoraggio”

Riforma 118. Un nuovo documento dalle associazioni mediche e società scientifiche: “Stop a frammentazione, competenze e sistema unico di monitoraggio”

Riforma 118. Un nuovo documento dalle associazioni mediche e società scientifiche: “Stop a frammentazione, competenze e sistema unico di monitoraggio”
Chiesta, inoltre, la progressiva estensione del numero unico europeo 112, "che ha contribuito ad una gestione dell’emergenza pandemica lombarda che sarebbe stata inattuabile senza di esso". Queste le proposte di modifica al Ddl del M5S presentato al Senato, avanzate da Aaroi Emac, Acemc, Aniarti, Cosmeu, Siaarti, Siems, Siiet e Simeu. "La pandemia ha messo in evidenza come sia non più differibile la necessità di dotare tutto il Set118 della capacità di dare risposte più omogenee e di qualità". LE PROPOSTE

Aaroi Emac, Acemc, Aniarti, Cosmeu, Siaarti, Siems, Siiet e Simeu intervengono nuovamente per proporre diverse modifiche al testo di riforma del 118 presentato dal M5S in Senato.


 


Dopo il documento congiunto dello scorso Luglio, le stesse Associazioni Professionali e Società Scientifiche sottolineano in nuovo documento che il sistema di emergenza 118 è "di fatto un Sistema di Emergenza e Urgenza PreOspedaliero strettamente correlato con le Unità Operative Ospedaliere di Pronto Soccorso, di Emergenza e Accettazione (DEA) e di Diagnosi e Cura, in particolare con le Terapie Intensive, che tanta importanza hanno dimostrato di avere anche nella gestione dell’emergenza pandemica da Covid-19".

"La pandemia da Covid-19 – spiegano le Sigle firmatarie presentando il nuovo documento – ha messo a dura prova le organizzazioni e le gestioni dei sistemi di Emergenza Urgenza d’Italia, soprattutto nei territori dove il suo impatto è stato particolarmente pesante, evidenziando come le peculiarità gestionali e tecnologiche del Sistema di Emergenza e Urgenza PreOspedaliero dei Sistemi Sanitari Regionali più colpiti dalla prima ondata pandemica hanno potuto giovarsi di un’organizzazione che ha consentito di farvi fronte in modo esemplare, mentre dai corrispondenti Sistemi delle Regioni che all’epoca di marzo e aprile ne furono risparmiate, e che invece oggi sono anch’essi chiamate ad arginare la seconda ondata, giungono già segnali di alcune criticità con numeri di pazienti da ospedalizzare, per fortuna, al momento sensibilmente inferiori".

"La pandemia da Covid-19 – proseguono – ha messo in evidenza, soprattutto, come sia non più differibile la necessità di dotare tutto il Set 118 italiano della capacità di dare risposte più omogenee e di maggior qualità ai cittadini di tutte le regioni, che devono essere ben più qualificate di quelle che è chiamato a fornire il Servizio di Continuità Assistenziale a carico della cosiddetta Guardia Medica, della quale in troppe e vaste zone del Paese, per le stesse professionalità sanitarie impiegate, il Set 118 è di fatto poco più di una fotocopia".

Sulla base di queste riflessioni i firmatari del documento ritengono che una riforma del settore dovrebbe in ogni caso prevedere:


1) il superamento della frammentazione dei modelli gestionali parcellizzati a livello provinciale o addirittura locale, nel rispetto delle prerogative proprie delle Regioni in materia di organizzazione dei rispettivi Sst;


 


2) la valorizzazione e la qualificazione delle competenze non solo di tutte le figure professionali sanitarie, sia mediche sia infermieristiche ma anche di quelle tecniche e volontaristiche;


 


3) la definizione di un sistema unico nazionale di monitoraggio della qualità delle prestazioni erogate e del finanziamento del sistema di EU territoriale, che consenta di valutare l’efficacia e l’efficienza dei vari servizi sanitari regionali;


 


4) la progressiva estensione del Nue 112, che ha contribuito ad una gestione dell’emergenza pandemica lombarda che sarebbe stata inattuabile senza di esso.

20 Ottobre 2020

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