Melanoma. Verso l’istituzione Giornata nazionale, da società scientifiche tre richieste alla politica su prevenzione e diagnosi precoce

Melanoma. Verso l’istituzione Giornata nazionale, da società scientifiche tre richieste alla politica su prevenzione e diagnosi precoce

Melanoma. Verso l’istituzione Giornata nazionale, da società scientifiche tre richieste alla politica su prevenzione e diagnosi precoce

Quasi 13mila nuove diagnosi l’anno e un’incidenza elevata anche sotto i 50 anni. Resta decisiva la diagnosi precoce. Alla Camera durante un’iniziativa promossa dall’On. Ciocchetti, presentate da SIDeMaST, IMI e AIOM tre proposte su Lea, test genetici e reti oncologiche. Schillaci: “Puntare su informazione e diagnosi precoce”

Quasi 13 mila nuove diagnosi l’anno in Italia, un impatto rilevante anche sotto i 50 anni e una certezza clinica: quando il melanoma viene intercettato precocemente, le possibilità di cura cambiano radicalmente.

È in questo scenario che si è svolta oggi, presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, l’VIII Edizione del MelanomaDay, l’appuntamento nazionale dedicato alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla cura del melanoma con il patrocinio di Aiom, SIDeMaST, Adoi e Imi.

L’evento, nato da un’idea di Gianluca Pistore e promosso su iniziativa dell’On. Luciano Ciocchetti, Vice presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, ha riunito istituzioni, società scientifiche, clinici, ricercatori, realtà ospedaliere e universitarie, associazioni pazienti e rappresentanti della società civile.

La giornata assume un significato particolare perché precede di pochi giorni il voto definitivo della Camera sulla proposta di legge per istituire la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, già approvata dal Senato. Non solo: è stata anche l’occasione per presentare alla politica le richieste operative delle società scientifiche per rafforzare prevenzione, diagnosi e cura del melanoma in Italia

Secondo i dati pubblicati nell’ultimo rapporto Airtum, nel 2024 sono stati diagnosticati in Italia 12.941 nuovi casi di melanoma cutaneo, di cui 7.069 negli uomini e 5.872 nelle donne. Il melanoma è tra i tumori più frequenti sotto i 50 anni e nel 2022 ha causato circa 2.500 decessi. La sopravvivenza netta a 5 anni si attesta all’88% negli uomini e al 91% nelle donne, confermando il ruolo decisivo della diagnosi precoce.

“È fondamentale ricordare quanto sia importante conoscere i fattori di rischio, sottoporsi a controlli periodici, imparare a riconoscere i segnali di un melanoma – ha scritto il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo messaggio di saluto –. Sulla corretta informazione ai cittadini e sulla diagnosi precoce possiamo ottenere i risultati più immediati”.

“Arrivare alla Camera dei Deputati a pochi giorni dal voto sulla legge nazionale è un segnale importante – spiega Gianluca Pistore, fondatore e presidente dell’Associazione MelanomaDay – il MelanomaDay nasce dalla perdita di mio padre Silvio per melanoma, ma oggi è diventato una comunità fatta di medici, ricercatori, istituzioni, pazienti, associazioni e cittadini. Il nostro compito è fare in modo che questa giornata non sia solo una data nel calendario, ma diventi ogni anno un momento di confronto, proposta e azione concreta. La legge, se approvata, non sarà il punto di arrivo, ma il punto da cui partire – prosegue Pistore – ogni anno dovremo chiederci cosa possiamo fare di più per rendere il melanoma sempre più prevenibile, diagnosticabile precocemente e curabile».

“Investire in prevenzione significa proteggere la vita delle persone e costruire un Servizio Sanitario più vicino ai cittadini – dichiara l’On. Luciano Ciocchetti – con questo spirito ho promosso il percorso legislativo per istituire la Giornata Nazionale per la prevenzione del melanoma e ringrazio tutti i colleghi parlamentari che hanno sostenuto l’iter sino a questo punto. Il confronto di oggi dimostra che società civile, comunità scientifica e istituzioni possono lavorare insieme per trasformare la prevenzione in una priorità politica concreta».

Le tre proposte alla politica

Durante l’VIII Edizione del MelanomaDay, le principali società scientifiche coinvolte hanno presentato tre richieste operative per rafforzare prevenzione, diagnosi e cura del melanoma in Italia.

1. Esami diagnostici avanzati nei LEA per i pazienti ad alto rischio

La proposta, avanzata da SIDeMaST attraverso il Prof. Giovanni Pellacani, Professore Ordinario di Dermatologia presso Sapienza Università di Roma e Presidente SIDeMaST, chiede l’inserimento nei LEA di due prestazioni dermatologiche per pazienti selezionati e ad alto rischio: microscopia confocale cutanea in vivo e fotografia total body digitale.

“Sono strumenti non invasivi che possono migliorare l’accuratezza diagnostica, favorire il monitoraggio nel tempo e ridurre escissioni chirurgiche e biopsie non necessarie”, dichiara Pellacani.

2. Test genetici rimborsati per i tumori melanocitari più difficili da classificare

La proposta, avanzata dall’IMI, Intergruppo Melanoma Italiano, attraverso la Prof.ssa Daniela Massi, Presidente IMI, Professore Ordinario di Anatomia Patologica dell’Università di Firenze e Direttore del Servizio di Anatomia Patologica, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, riguarda l’inserimento nel nomenclatore tariffario dei test NGS per tumori melanocitari atipici ad incerto potenziale maligno/melanocitoma.

“Nei tumori melanocitari atipici o di incerta definizione, la diagnosi può essere particolarmente complessa. I test di Next Generation Sequencing permettono di individuare alterazioni genetiche rilevanti, ma oggi non esiste per il melanoma un pannello diagnostico o prognostico dedicato nel tariffario della rimborsabilità”, dichiara Massi.

3. Stesse cure per tutti, ovunque in Italia, con meno ritardi di accesso

La proposta, avanzata da Aiom raverso il Prof. Massimo Di Maio, Professore Ordinario di Oncologia presso l’Università di Torino e Presidente Aiom, chiede di rendere pienamente operative le reti oncologiche su tutto il territorio nazionale e di ridurre i tempi di accesso ai farmaci innovativi, anche attraverso procedure più rapide, coordinate e strumenti di early access.

“Ogni paziente deve poter accedere, in tempi appropriati e in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, a diagnostica molecolare, valutazione multidisciplinare e terapie innovative. I ritardi burocratici non devono diventare ritardi di cura”, dichiara Di Maio.

Istituzioni, scienza e pazienti nello stesso confronto

I lavori si sono aperti con il messaggio del Ministro della Salute Orazio Schillaci e del Sottosegretario di Stato alla Salute Marcello Gemmato, della Senatrice Daniela Sbrollini, dell’On. Gian Antonio Girelli, del Senatore Giovanni Satta e della Senatrice Beatrice Lorenzin.

All’evento hanno preso parte rappresentanti del mondo clinico, scientifico, universitario, ospedaliero e della ricerca, tra cui Policlinico Agostino Gemelli Irccs, Sapienza Università di Roma, Policlinico Umberto I di Roma, Policlinico Tor Vergata di Roma, Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, Idi-Irccs IFO San Gallicano di Roma, Ospedali Galliera di Genova, Irccs Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori, Università degli Studi di Parma, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Torino. Ampio spazio è stato dedicato alle associazioni pazienti e alle realtà della società civile impegnate nella sensibilizzazione, nella prevenzione e nel sostegno alle persone colpite da melanoma, tra cui Carolina Zani Melanoma Foundation, Fondazione Alberto Castelli ETS, Fondazione Melanoma Onlus, Piccoli Punti ETS, Il Volo del Colibrì APS, Mela-Vivo, La Pulce nellOrecchio, Contro il Melanoma OdV e Insieme con il Sole Dentro.

06 Maggio 2026

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