Oncologia in Lombardia. Di Cosimo (AIOM): “La sfida è trasformare l’eccellenza in equità”. Rete, innovazione e multidisciplinarietà al servizio dei pazienti

Oncologia in Lombardia. Di Cosimo (AIOM): “La sfida è trasformare l’eccellenza in equità”. Rete, innovazione e multidisciplinarietà al servizio dei pazienti

Oncologia in Lombardia. Di Cosimo (AIOM): “La sfida è trasformare l’eccellenza in equità”. Rete, innovazione e multidisciplinarietà al servizio dei pazienti

Una rete oncologica che coordina ospedali, Irccs, università e territorio per garantire percorsi di cura sempre più integrati. La Coordinatrice regionale AIOM evidenzia i punti di forza del modello lombardo, le criticità ancora aperte e il ruolo dell'associazione nella formazione e nell'innovazione

Con oltre 10 milioni di abitanti e circa 64mila nuove diagnosi di tumore ogni anno, la Lombardia rappresenta uno dei sistemi oncologici più complessi del Paese. Una realtà nella quale la rete oncologica regionale svolge un ruolo centrale nel coordinare ospedali territoriali, Irccs pubblici e privati accreditati, università e centri altamente specializzati, favorendo percorsi di cura multidisciplinari e integrati. A delineare il quadro è Serena Di Cosimo, Coordinatrice regionale AIOM Lombardia e dirigente medico del Dipartimento di Diagnostica avanzata dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che individua nella collaborazione tra le eccellenze regionali il principale valore aggiunto del modello lombardo.

“La rete oncologica lombarda rappresenta lo strumento fondamentale per il coordinamento di tutte queste strutture e per promuovere percorsi di cura integrati, multidisciplinari e di eccellenza”, sottolinea Di Cosimo. Una rete costruita non intorno a un singolo centro di riferimento, ma sulla collaborazione tra realtà altamente specializzate, con l’obiettivo di garantire qualità e appropriatezza delle cure su tutto il territorio regionale.

Tra i principali punti di forza, la coordinatrice AIOM indica innanzitutto il patrimonio di competenze professionali presente in Lombardia. “I punti di forza sono sicuramente i professionisti: oncologi, chirurghi, radioterapisti, infermieri, psicologi e tutti coloro che ogni giorno si prendono cura dei malati”. A questo si aggiungono l’integrazione tra assistenza, ricerca e innovazione in un ecosistema dinamico e competitivo e il lavoro sviluppato negli ultimi anni per costruire programmi condivisi e percorsi strutturati.

Negli anni la rete oncologica lombarda ha consolidato esperienze organizzative oggi considerate modelli di riferimento. Tra queste figurano le Breast Unit, i Molecular Tumor Board regionali, la rete per i tumori rari e, più recentemente, la Pancreas Unit, formalizzata nel 2024 secondo un modello hub & spoke che concentra la chirurgia nei centri ad alta specializzazione, mantenendo sul territorio le altre fasi del percorso assistenziale. Parallelamente prosegue il lavoro dei tavoli tecnici regionali per estendere questo modello organizzativo anche ai tumori solidi a maggiore impatto epidemiologico.

Le Breast Unit, evidenzia Di Cosimo, rappresentano “il modello più maturo di organizzazione multidisciplinare” e hanno contribuito a standardizzare la presa in carico delle pazienti con tumore della mammella. Allo stesso tempo, lo sviluppo della medicina di precisione e dei Molecular Tumor Board consente oggi di discutere i casi più complessi sulla base delle caratteristiche biologiche e molecolari della malattia.

Nonostante i risultati raggiunti, restano alcune sfide aperte. “La difficoltà è trasformare l’eccellenza lombarda in equità”, osserva Di Cosimo. L’obiettivo è rendere sempre più uniforme l’accesso ai migliori percorsi di cura, rafforzando l’integrazione tra medicina territoriale, ospedali, ricerca, riabilitazione, nutrizione clinica, psico-oncologia e cure di supporto. Per governare una rete così articolata, aggiunge, sono indispensabili indicatori condivisi, sistemi informativi interoperabili e strumenti capaci di misurare gli esiti realmente rilevanti per i cittadini.

Sul fronte associativo, AIOM Lombardia può contare su 626 soci attivi, pari a circa un quarto dell’intera base associativa nazionale, e su un consiglio regionale composto da 14 professionisti che rappresentano le diverse anime dell’oncologia lombarda. L’attività dell’associazione si sviluppa lungo diverse direttrici: aggiornamento continuo degli oncologi e degli altri professionisti coinvolti nella presa in carico dei pazienti, promozione dell’innovazione e delle nuove tecnologie, collaborazione con Regione Lombardia e con la rete oncologica regionale, oltre al dialogo costante con le associazioni dei pazienti.

Accanto agli aspetti scientifici e organizzativi, AIOM Lombardia promuove anche iniziative dedicate alla comunicazione e alla cultura della cura. “L’oncologia non è fatta solo di farmaci e tecnologie, ma anche di relazione, ascolto e informazione corretta”, conclude Di Cosimo, indicando nella qualità della comunicazione con il paziente uno degli elementi imprescindibili per un’assistenza oncologica realmente centrata sulla persona.

Marzia Caposio

26 Giugno 2026

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