Aborto. Aied su caso irlandese: “È malasanità, come la non applicazione della 194 in Italia”

Aborto. Aied su caso irlandese: “È malasanità, come la non applicazione della 194 in Italia”

Aborto. Aied su caso irlandese: “È malasanità, come la non applicazione della 194 in Italia”
Per l’associazione la vicenda della donna morta in Irlanda a causa di un aborto terapeutico negato “esula dall’aspetto morale perché il paziente era in pericolo di vita”. Denunciata anche la situazione italiana: "Medici obiettori impediscono l'accesso al servizio di interruzione di gravidanza”.

“Il caso della giovane donna morta di setticemia perché i medici della ‘cattolicissima’ Irlanda non hanno voluto praticarle l’aborto terapeutico è un caso di malasanità, una di quelle situazioni in cui il medico non risponde a una emergenza per salvare la vita del paziente, ma condiziona la sua attività medica a convinzioni morali o etiche, siano esse personali o di Stato". Questo il giudizio espresso dall’Associazione italiana per l’educazione demografica (Aied) sulla vicenda della 31enne indiana alla 17esima settimana di gravidanza deceduta ieri a causa di una setticemia. La ragazza stava perdendo il bambino spontaneamente ma i medici non sono voluti intervenire perché il cuore del feto batteva ancora.

Anche in Italia, dove l’interruzione della gravidanza è garantita e regolamentata dalla legge 194, secondo l’associazione “viviamo una situazione di malasanità”. L’Aied a tal proposito ha evidenziato come nel nostro Paese, le “Istituzioni che dovrebbero garantire l’applicazione della legge restano ancora indifferenti ed inattive di fronte al crescente numero di medici obiettori di coscienza che, di fatto, in molte regioni impedisce alle donne di accedere al servizio di interruzione della gravidanza”.

“In Italia sono le Regioni che devono vigilare sulla corretta applicazione della legge a garanzia dei diritti sia delle donne che dei medici obiettori – conclude la nota dell’associazione – esistono soluzioni semplici che potrebbero essere assunte per garantire il servizio, come per esempio concorsi pubblici riservati a medici non-obiettori”.

Per questo motivo l’Aied e l’Associazione Luca Coscioni, il 23 ottobre scorso, hanno depositato un esposto/denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma per violazione della legge 194, dal momento che nel Lazio ben 12 ospedali su 31 non applicano questa legge.
 

16 Novembre 2012

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