Aggressioni al personale sanitario, infermiere colpito da un flacone lanciato. Nei PS psicologi per i pazienti e forze dell’Ordine

Aggressioni al personale sanitario, infermiere colpito da un flacone lanciato. Nei PS psicologi per i pazienti e forze dell’Ordine

Aggressioni al personale sanitario, infermiere colpito da un flacone lanciato. Nei PS psicologi per i pazienti e forze dell’Ordine

L’ennesimo episodio di violenza, questa volta contro un infermiere a Ciriè (To), torna a far discutere sulle tante misure deterrenti intraprese dai singoli Ps: dal servizio di guardia armata agli psicologi per gestire stress e panico nei familiari.

Prosegue la scia di aggressioni ai danni del personale sanitario: questa volta protagonista dell’episodio è un infermiere del Pronto Soccorso di Ciriè (To). Nella notte del 1 dicembre, un degente ha lanciato contro il professionista sanitario un flacone di gel disinfettante, causandogli la rottura degli occhiali. Una delle 125 mila aggressioni che ogni anno impattano il personale infermieristico (dati Inail) e l’ennesimo episodio che ricorda l’urgenza di un intervento strutturale sui Pronto Soccorso, che tante strutture stanno già mettendo in atto.  

Proprio a Ciriè, è già prevista la localizzazione del servizio di vigilanza accanto al punto Triage e l’intensificazione dei passaggi delle forze dell’ordine presso le strutture più critiche, in aggiunta alla videosorveglianza. Inoltre, la Direzione Generale è in attesa del completamento della gara d’appalto per la presenza di guardie armate direttamente all’interno, come strumento deterrente. Il servizio dovrebbe prendere avvio nei primi mesi del 2026, mentre la struttura ricorda come “tutto ciò che si può mettere in atto per fronteggiare il problema della violenza nei confronti degli operatori non può evitare che si manifestino singoli comportamenti violenti nei confronti degli operatori stessi, che, ribadiamo con determinazione, non sono permessi né tollerati” e che “sono anche l‘amara conseguenza di una narrazione negativa che, soprattutto negli ultimi mesi, si ripercuote ingiustamente su un sistema composto da migliaia di professionisti che lavorano ogni giorno con incessante impegno e profonda dedizione per tutelare il diritto alla salute della comunità”.

Anche nella Asl di Salerno si prendono provvedimenti per affrontare le criticità in Pronto Soccorso, questa volta partendo da una comunicazione virtuosa con i pazienti e i familiari. Procedura che inizia con l’assunzione di due psicologi, impiegati nei Dea di primo livello dell’Asl: Nocera-Pagani-Scafati, Eboli-Battipaglia-Roccadaspide, e Vallo della Lucania. A loro sarà affidato il compito di svolgere opera di prevenzione delle aggressioni nei confronti del personale attraverso l’accoglienza, l’informazione corretta ai familiari, e la presa in carico delle molte problematiche che presentato risvolti psicologici.

Il PS è sempre il luogo dove stress, panico e paura stagnano in ospedale, per l’Asl di Salerno “una precoce assistenza psicologica permetterà all’individuo di elaborare l’esperienza traumatica, assicurando ai familiari un sostegno adeguato nel percorso assistenziale, aiutandoli a fronteggiare le angosce e il tempo di attesa, che resta uno dei principali motivi delle aggressioni”. Si trasforma quindi il servizio di psicologia di base in un servizio-sentinella per intercettare i bisogni del territorio.

G.F.

01 Dicembre 2025

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