Al Papa un mosaico su Basaglia realizzato dagli utenti del centro di salute mentale della Asl Roma 2

Al Papa un mosaico su Basaglia realizzato dagli utenti del centro di salute mentale della Asl Roma 2

Al Papa un mosaico su Basaglia realizzato dagli utenti del centro di salute mentale della Asl Roma 2
Sarà donato domani, alla vigilia della Giornata mondiale del 10 ottobre, un manufatto realizzato nel Centro Diurno “La Fabbrica dei Sogni” del Dipartimento di Salute Mentale Asl Roma2. Cozza: “È la testimonianza della potenza delle relazioni; i pazienti non vanno scartati ma ascoltati e accompagnati”

Alla vigilia della ricorrenza della Giornata mondiale della salute mentale, a margine dell’udienza generale di domani, persone in percorso riabilitativo e di reinserimento sociale, doneranno a Papa Francesco un mosaico realizzato all’interno del laboratorio di Mosaico e Art Design del Centro Diurno La Fabbrica dei Sogni del Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma2. Un momento per ricordare l’impegno di Franco Basaglia, nel centenario della nascita. Lo psichiatra, si legge su Vatican news, che tanto avrebbe desiderato incontrare il Pontefice.

L’immagine di Basaglia è costituito da tantissimi tasselli in marmo posizionati dagli utenti che hanno lavorato con i maestri d’arte. “Ogni pezzo ha rappresentato un frammento di ciascuno che si è unito per raccontare una storia di speranza e libertà, non solo l’immagine di Basaglia” ha spiegato Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma 2.

Sul mosaico è incisa la frase “La follia è una condizione umana” che, come riporta Vaticannews, “restituisce dignità di persona anche a chi soffre di disturbi mentali, ed ha rappresentato l’insegnamento più grande di Franco Basaglia. Il mosaico – aggiunge Cozza – rappresenta anche un ringraziamento a Franco Basaglia per una straordinaria rivoluzione che ha consentito a chi lo ha realizzato di non poter essere più internato in un manicomio. La realizzazione di questo manufatto è stata per i pazienti non solo un laboratorio di arte e cura, ma anche un atto simbolico di testimonianza e di rinascita che ha dato voce alle loro storie. Lo hanno fatto con un rispetto reciproco e la consapevolezza che non esistono più persone da rinchiudere, ma solo da ascoltare e accompagnare”.

08 Ottobre 2024

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