All’Ospedale Sacco un polo di eccellenza per le MICI 

All’Ospedale Sacco un polo di eccellenza per le MICI 

All’Ospedale Sacco un polo di eccellenza per le MICI 
L’ospedale milanese apre una nuova Unità Dipartimentale destinata alla diagnosi e al trattamento delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali. Un gruppo di patologie che colpisce circa 100 mila italiani ma la cui diffusione appare in aumento.

È stata inaugurata nei giorni scorsi la nuova Unità Dipartimentale per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) dell’Ospedale Universitario Luigi Sacco, un centro che si candida a divenire un polo all’avanguardia nel trattamento di queste patologie. “Il nostro centro tratta una delle più alte casistiche di pazienti affetti da MICI in Italia e in Europa”, ha spiegato Roberto De Franchis, direttore generale dell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia. “L’Ospedale Universitario Luigi Sacco si conferma ancora una volta attento al progresso scientifico e tecnologico, mantenendo la sua eccellenza e rappresentando un punto di riferimento non solo per i pazienti lombardi. Circa il 30% delle persone che afferiscono al centro proviene, infatti, da fuori Regione”.
“A questi pazienti – ha aggiunto Sandro Ardizzone, responsabile Unità Dipartimentale per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali – garantiamo percorsi agevolati, fondamentali per una diagnosi ed un trattamento tempestivo. Alla nostra struttura si rivolgono ogni anno circa 4.500 pazienti affetti da MICI (di questi il 50% con malattia di Crohn e il 50% con colite ulcerosa), mentre sono circa 60 i nuovi casi annui. Disponiamo anche delle più moderne attrezzature diagnostiche, come la video capsula endoscopica che permette di esplorare tutto l’intestino tenue, identificando la sede di sanguinamenti digestivi di origine oscura e di precisare la diagnosi in pazienti con malattia di Crohn solo sospetta”.
Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) comprendono la colite ulcerosa e la malattia di Crohn. In Italia ne sono affetti oltre 100.000 pazienti. Si tratta quindi di patologie ritenute ancora relativamente rare, ma la cui frequenza sembra essere in costante aumento, soprattutto nella popolazione in giovane età.  

25 Marzo 2011

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