È morto Gian Franco Gensini: accademico, cardiologo, manager e innovatore

È morto Gian Franco Gensini: accademico, cardiologo, manager e innovatore

È morto Gian Franco Gensini: accademico, cardiologo, manager e innovatore

Laureato in Medicina all’Università di Firenze, è stato preside della stessa Facoltà per molti anni. Già direttore del dipartimento cardiologico di Careggi, aveva raccolto la più recente sfida della digitalizzazione, diventando anche presidente della Sit, la Società Italiana di Telemedicina e Sanità Elettronica.

Cordoglio per la scomparsa di Gian Franco Gensini, cardiologo e figura di spicco della sanità toscana e nazionale, spesso ospite dei nostri talk, dove negli anni più recenti aveva contribuito ad animare il confronto sulla sfida del digitale e della telemedicina.

Gensini (Firenze, 1945), si è formato nell’Università degli Studi di Firenze, dove si era laureato in Medicina e Chirurgia. All’Ateneo ha legato l’intero percorso della sua vita professionale, “contribuendo in modo determinante al suo sviluppo scientifico, didattico e istituzionale”, lo ricorda l’Università in una nota di cordoglio. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di responsabilità, tra cui la Presidenza prima del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e poi della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Al Azienda ospedaliero-universitaria Careggi, Gian Franco Gensini ha svolto un ruolo centrale sia sul piano clinico che su quello organizzativo e accademico. Pioniere della prevenzione e cura del cuore, “è stato ideatore della rete delle emergenze cardiologiche della Toscana creando un modello di riferimento scientifico e assistenziale di livello internazionale”, e “fra i maggiori innovatori della salute cardiologica e della Sanità pubblica in generale, contribuendo in modo determinante alla nascita e allo sviluppo del Servizio Sanitario Regionale”, si legge nella nota diramata dal Careggi. “Firenze e il mondo della medicina ricordano uno scienziato che ha saputo cogliere le sfide del futuro nel presente quotidiano del suo impegno per i malati, lasciandoci in eredità una cultura della cura più efficiente e tempestiva, dando vita a una scuola medica più consapevole e innovativa”.

Già Professore ordinario di Medicina Interna e Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia all’Università di Firenze. Membro del Consiglio Nazionale della Ricerca del Ministero della Salute. Past President della Fondazione Smith-Kline. Past President della Fondazione Gabriele Monasterio di Pisa. Gensini ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo scientifico e istituzionale, fra i più rilevanti: è stato coordinatore dell’Advisory Board dell’Istituto Superiore di Sanità per il Sistema Nazionale Linee Guida. Direttore Scientifico della Fondazione Don Carlo Gnocchi, IRCCS di Firenze, Coordinatore Generale del Gruppo di Lavoro Spread per le Linee Guida Italiane sull’Ictus Cerebrale. Presidente della Società Italiana per lo Studio dell’Emostasi e della Trombosi. Presidente della Società Italiana Medici Manager.

Aveva raccolto con passione la sfida della digitalizzazione in sanità, diventando anche presidente della Sit, la Società Italiana Telemedicina e Sanità Elettronica. Tra le altre cose, è stato anche promotore e fondatore, ricorda l’azienda, di “Careggi in Musica”, iniziativa nata nel 1999 per portare la musica in ospedale, con la realizzazione di centinaia di concerti di musica classica dedicati ai pazienti, ai loro familiari e agli operatori della sanità.

“Profondo cordoglio” è stato espresso anche dalla sindaca di Firenze Sara Funaro: “Lascia un vuoto enorme nel mondo della medicina italiana e nella comunità scientifica. La sua carriera è stata caratterizzata da grande visione e lungimiranza, ha lavorato negli anni sullo sviluppo della medicina digitale e più in generale sull’innovazione nei modelli organizzativi e assistenziali, anticipando trasformazioni che oggi sono centrali nel sistema sanitario. Ha legato indissolubilmente il proprio nome a Careggi, contribuendo in modo determinante alla sua affermazione come polo di eccellenza clinica, didattica e di ricerca e formato generazioni di medici, lasciando un segno indelebile riconosciuto ben oltre i confini regionali. Conserverò il suo ricordo non solo di grande professionista ma di figura sempre presente e pronta al confronto con le istituzioni. Alla sua famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare con lui, giungano le più sentite condoglianze da parte dell’amministrazione e della città di Firenze”, conclude Funaro.

29 Aprile 2026

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