Hiv: immigrati ancora lontani dai servizi socio-sanitari

Hiv: immigrati ancora lontani dai servizi socio-sanitari

Hiv: immigrati ancora lontani dai servizi socio-sanitari
L’Istituto superiore di sanità pubblica i primi risultati del progetto Artemis che sta monitorando l’accesso degli stranieri ai servizi sanitari. Tre su quattro non hanno mai fatto il test dell’Hiv

Tre immigrati su quattro non si sono mai sottoposti al test dell’Hiv, soltanto l’8 per cento lo ha eseguito negli ultimi 12 mesi, il 75 per cento non usa il preservativo e quasi il 90 per cento non ha sufficienti conoscenze sull’Hiv (anche se il 25 per cento pensa di essere sufficientemente informato).
Sono questi i primi dati di Artemis (Associazionismo e Reti Territoriali per la Mediazione Interculturale sulla Salute) un progetto coordinato dal Centro Nazionale Aids dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per la Migrazione e Albero della Salute-Struttura di Riferimento della Regione Toscana per la Promozione della Salute dei Migranti, con il coordinamento del Ministero della Salute.
Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea e dal Ministero degli Affari Esteri, si concentra soprattutto sull’infezione da Hiv e Aids e sulle coinfezioni, ovvero la tubercolosi e le malattie sessualmente trasmesse.
La ricerca preliminare ha coinvolto 1508 persone, di cui più della metà (59%) donne, provenienti per il 37% dall’Africa, per il 25% dall’Europa dell’Est, per il 19% dall’Asia, per il 15% dal Sud America, per il 3% dall’Europa Occidentale. Più della metà possedeva una buona conoscenza della lingua italiana e viveva in Italia con la propria famiglia.
Il progetto, tuttavia, oltre a conoscere la realtà delle persone straniere in Italia, punta a favorire l’integrazione dei cittadini di Paesi Terzi, attraverso attività di informazione, orientamento e accompagnamento nell’ambito di percorsi socio-sanitari. A tal fine è stata creata una rete composta da circa 40 associazioni di migranti, della società civile italiana e di istituzioni locali distribuite nei territori di Roma, Prato e Firenze, il cui scopo sarà ora quello di progettare e implementare iniziative volte alla promozione della salute degli stranieri. Sono stati inoltre prodotti un manuale per operatori di salute di comunità e le linee guida per l’implementazione di un modello di intervento. 

30 Giugno 2011

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