I Still Do: una mostra per raccontare l’Alzheimer

I Still Do: una mostra per raccontare l’Alzheimer

I Still Do: una mostra per raccontare l’Alzheimer
A Roma, dal 6 al 19 aprile, l’esposizione della fotografa statunitense  Judith Fox, dedicata ai malati e alle loro famiglie. Al centro della mostra, il volto di Ed Ackell, il marito dell’artista, colpito dal morbo di Alzheimer, ritratto durante il decorso della malattia.

Dopo Londra e Berlino, approda a Roma l’esposizione della fotografa statunitense  Judith Fox dedicata ai malati di Alzheimer. Da sempre l’arte interpreta e racconta la malattia, ma la fotografa statunitense Judith Fox (www.juditfox.com) ha voluto farlo mettendo in gioco i suoi stessi sentimenti: ritrarre il marito Ed Ackell, colpito dal morbo di Alzheimer, durante il decorso della malattia. Il suo obiettivo si è fermato su Ed che riposa, che si guarda allo specchio, che fa la doccia, che prende il sole o che guarda nel vuoto.  
“Ho cercato di cogliere il lato umano di una malattia che è stata al buio per troppi anni”, queste le parole di Judith Fox, i cui lavori sono esposti permanentemente al Museo d’Arte di Los Angeles ma che ha anche scelto di portare in giro per il mondo il suo messaggio:‘Non nascondetevi’.
 
Judith Fox non indugia mai sul dolore, preferisce soffermarsi sulla quotidianità di suo marito, che è la stessa di tanti pazienti e tanti familiari, ai quali la mostra è dedicata.
Le immagini saranno esposte dal 6 al 19 aprile al Chiostro del Bramante. L’ingresso è gratuito. La mostra è resa possibile grazie al contributo di Pfizer Italia.

“Il morbo di Alzheimer è una demenza degenerativa invalidante – ha dichiarato Antonio Tomassini presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato, commentando l’iniziativa –. Ogni anno nel nostro Paese vengono colpite da questa patologia circa 800.000 persone. La mostra fotografica di Judith Fox pone l’accento sul coinvolgimento degli affetti in una malattia a grave impatto sociale. L’ampia e crescente diffusione del morbo nella popolazione, l’assenza di una valida terapia e gli enormi effetti in termini di risorse necessarie emotive, organizzative ed economiche ricadono infatti in massima parte sui familiari dei malati. In questa mostra – conclude Tomassini – gli scatti della fotografa statunitense utilizzano il linguaggio e la grammatica dei sentimenti. Un aiuto per muoversi nel complicatissimo mondo delle emozioni legate al momento del dolore. Una vera e propria opera d’arte educativa da dover diffondere proprio perché costruita con interesse e partecipazione da parte della Fox, e che costringe ad alcune riflessioni che coinvolgono la ragione e il sentimento.”
 

 

 
 

06 Aprile 2011

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