L’Onu approva una risoluzione contro le mutilazioni genitali femminili

L’Onu approva una risoluzione contro le mutilazioni genitali femminili

L’Onu approva una risoluzione contro le mutilazioni genitali femminili
“Un abuso irreparabile e irreversibile”. Così recita il testo presentato dai Paesi africani, il primo dedicato al tema. La risoluzione, che non è legalmente vincolante, chiede ai 193 membri dell'Onu di "prendere tutte le misure necessarie, anche legislative, per proibire questa pratica”.

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato ieri una risoluzione che invita gli Stati membri a proibire le mutilazioni genitali femminili, definendole "un abuso irreparabile e irreversibile" che minaccia tre milioni di ragazze ogni anno. L'approvazione del testo presentato dai Paesi africani co-patrocinato dall'Italia, senza discussione né emendamenti, ha testimoniato l'ampio accordo politico alla base del dispositivo, il primo dedicato specificamente al tema. Il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha parlato di una “giornata storica per l'affermazione dei valori universali della civiltà, che ci incoraggerà a procedere con rafforzata convinzione nel nostro impegno in favore della promozione su scala globale dei diritti fondamentali della persona umana”.

La risoluzione, che non è legalmente vincolante, chiede ai 193 membri dell'Onu di "prendere tutte le misure necessarie, anche legislative, per proibire le mutilazioni genitali femminili e proteggere le donne e le ragazze da questa forma di violenza".
L'Organizzazione mondiale della salute stima che circa 140 milioni di ragazze e donne siano state sottoposte a questo genere di mutilazioni. Queste sono praticate principalmente in Africa (in 28 Paesi), ma esistono tracce del fenomeno anche in Medio Oriente e in Asia. Inoltre, tramite i flussi migratori, lo stesso Occidente ha dovuto fare i conti con questa atrocità.

21 Dicembre 2012

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