Legge 40. Coppia con malattia genetica presenta ricorso a Strasburgo

Legge 40. Coppia con malattia genetica presenta ricorso a Strasburgo

Legge 40. Coppia con malattia genetica presenta ricorso a Strasburgo
Sono entrambi affetti da fibrosi cistica e hanno una possibilità su quattro di trasmettere questa malattia genetica a loro figlio. Per questo una coppia di Cinquefondi (Reggio Calabria), già genitori di un figlio malato, ha presentato ricorso alla Corte europea per i diritti dell’uomo chiedendo di poter accedere alla diagnosi preimpianto nell’ambito degli interventi di procreazione assistita (Pma).

La Corte europea dei diritti dell’uomo esaminerà il ricorso di Rosetta Costa (34 anni) e Walter Pavan (37 anni)contro la legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita. Lo annuncia una nota della stessa Corte, spiegando che si tratta del primo caso presentato a Strasburgo da parte di una coppia italiana che chiede di poter accedere alla fecondazione assistita e, successivamente, diagnosi pre-impianto per evitare di avere un figlio con fibrosi cistica, malattia genetica di cui soffrono sia l’uomo che la donna. La coppia ha già un figlio malato, nato nel 2006, e ora vorrebbero un altro figlio, ma le possibilità che sia malato sono una su quattro e una su due sono le possibilità che loro figlio sia portatore di fibrosi cistica.
“L’unica opzione disponibile per loro in Italia – ricorda la nota della Corte di Strasburgo – è l’aborto nel caso in cui la diagnosi pre-natale rivelasse che il feto è affetto dalla malattia genetica”. Evento che la coppia ha già affrontato nel febbraio 2010.

Quello che Rosetta e Walter chiedono è già possibile in almeno 15 Paesi europei: Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito. Ma non in Italia, dove la legge 40/2004 non solo nega la diagnosi preimpianto, ma anche l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita alle coppie con malattie genetiche, riservando queste tecniche solo alle coppie sterili o a quelle in cui l’uomo sia affetto da una malattia sessualmente trasmissibile come Hiv, Epatite B e C.

La coppia, in particolare, conta ora di far valere i propri diritti appellandosi all’articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) e all’articolo 14 (contro le discriminazioni) della Convenzione Europea sui diritti umani.

La Corte ricorda infine che il 13 ottobre del 2010, pochi giorni dopo che la coppia aveva depositato il ricorso presso la Corte Europea, il Tribunale di Salerno ha autorizzato, per la prima volta,  l’applicazione della PMA al di fuori dei criteri stabiliti dalla legge 40 per una coppia portatrice di una grave malattia ereditaria, l'atrofia muscolare.
 

28 Giugno 2011

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