8 marzo. AIED: “Non può esserci parità di genere senza diritto alla salute sessuale e riproduttiva”

8 marzo. AIED: “Non può esserci parità di genere senza diritto alla salute sessuale e riproduttiva”

8 marzo. AIED: “Non può esserci parità di genere senza diritto alla salute sessuale e riproduttiva”
“Politiche nazionali di sostegno e investimenti a favore dei diritti alla salute sessuale e riproduttiva sono necessari non solo per la tutela della salute delle donne, ma anche per consentire la loro piena partecipazione alla vita sociale, politica ed economica”

La parità di genere si raggiunge, anche in Italia, quando le donne hanno la possibilità di esercitare il proprio diritto alla salute sessuale e riproduttiva, ha dichiarato l’AIED, l’associazione membro dell’International Planned Parenthood Federation (IPPF), in un comunicato in occasione della Giornata Internazionale delle Donne.

“Politiche nazionali di sostegno e investimenti a favore dei diritti alla salute sessuale e riproduttiva sono necessari non solo per la tutela della salute delle donne, ma anche per consentire la loro piena partecipazione alla vita sociale, politica ed economica”, sottolinea il Presidente Nazionale dell’AIED Mario Puiatti.

“L’obiettivo della parità di genere è una grande sfida, a livello nazionale e internazionale, che non può essere ignorata e che passa prima di tutto attraverso l’autonomia e il controllo delle donne dei loro diritti sessuali e riproduttivi. Non garantire e non tutelare questo diritto, significa discriminare di fatto le donne e continuare a confinare le future generazioni di ragazze nella zona grigia della sottomissione. Anche in Europa è necessario affermarlo in modo chiaro e sappiamo che questo percorso non è così scontato: lunedì prossimo il Parlamento Europeo è chiamato a votare la risoluzione di Marc Tarabella sulla parità di genere. Le opposizioni sono molte, ci auguriamo di non dover assistere ad una ulteriore regressione politica e sociale.”

In Italia, più di 5 donne su 10 sono senza reddito da lavoro.  Per le donne che lavorano, comunque, la retribuzione media pro capite è sotto i 25mila euro annui, mentre quella di un uomo supera i 31mila. Nel 2013 sono state uccise 179 donne, una vittima ogni due giorni, e in 7 casi su 10 – ricorda l’AIED – i femminicidi si sono consumati nel contesto familiare.

08 Marzo 2015

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