Menarini. E’ morto Alberto Sergio Aleotti, storico “patron” del gruppo farmaceutico

Menarini. E’ morto Alberto Sergio Aleotti, storico “patron” del gruppo farmaceutico

Menarini. E’ morto Alberto Sergio Aleotti, storico “patron” del gruppo farmaceutico
In Menarini dal 1964, aveva lasciato da qualche anno la guida del gruppo ai figli Lucia, presidente, e Alberto Giovanni, vice presidente. Sotto la sua guida, Menarini, da piccola azienda italiana di poche centinaia di dipendenti, era diventata una multinazionale che conta oltre 16.000 dipendenti, e una presenza in oltre 100 Paesi. Aveva 91 anni.

E' venuto a mancare questa mattina a Firenze Alberto Sergio Aleotti, patron del gruppo farmaceutico Menarini. In Menarini dal 1964, Alberto Aleotti, Cavaliere del lavoro, aveva lasciato da qualche anno la guida del gruppo ai figli Lucia, presidente, e Alberto Giovanni, vice presidente. Il gruppo farmaceutico, comunicandone la scomparsa, lo ha ricordato come "un uomo che con grande lungimiranza, determinazione e coraggio ha trasformato una piccola azienda italiana di poche centinaia di dipendenti in una multinazionale, che conta oltre 16.000 dipendenti, e una presenza in oltre 100 Paesi al mondo".
 
Alberto Sergio Aleotti era nato a Quattro Castella di Reggio Emilia il 4 marzo 1923 da famiglia povera e all'età di otto anni perse il padre. Con il sostegno della madre e grazie ad un'eccellente media voti si diplomò ragioniere all'età di 19 anni. Il coronamento della brillante carriera scolastica gli fruttò vari premi, tra cui uno ambitissimo della Banca Agricola Commerciale che non veniva assegnato da diversi anni ed infine l'assunzione immediata nell'azienda municipalizzata "Farmacie Comunali Riunite" di Reggio Emilia. Si laureò, lavorando, in soli 4 anni in Economia e Commercio presso l'Università di Bologna, a 23 anni.

Molto presto gli venne offerta la carica di Direttore Generale della Azienda Comunale. Ben presto dissipò ogni dubbio sulla sua giovane età ed inesperienza e fu capace di orientare l'Azienda alla produzione di un profitto che consentì al Comune di Reggio Emilia di fornire l'assistenza farmaceutica gratuita a ventimila poveri su centoventicinquemila abitanti, e questo trent'anni prima dell'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale.
Nacque così a Reggio Emilia l'idea di diffondere nel Paese le farmacie comunali e Aleotti divenne l'esperto per la costituzione di numerose farmacie comunali in varie città: a Milano, a Bologna per incarico conferitogli dal popolarissimo Sindaco Dozza, a Firenze per incarico del "Sindaco Santo" Giorgio La Pira. A seguito di questi successi divenne presto conteso tra le maggiori industrie del comparto farmaceutico. Non ebbe dubbi, nel 1964, a preferire l'offerta del Commendatore Mario Menarini, che gli chiese di assumere la Direzione Generale della propria azienda. 

La grande autonomia e fiducia con cui potè operare gli consentì, infatti, di compiere con maggiore rapidità e decisione tutte le azioni necessarie a modernizzare l'Azienda ed a prepararla alle due maggiori sfide che avrebbe dovuto superare: l'internazionalizzazione e la nascita di una Ricerca & Sviluppo solida ed efficace. Le due chiavi per il successo in un mercato farmaceutico sempre più competitivo.  Anno dopo anno, raggiunse, così, notevoli successi fino a portare l'azienda dalla 352esima posizione al primo posto nella classifica dei fatturati delle industrie farmaceutiche italiane.
Fu promotore della necessità del brevetto sui farmaci ed al termine di una dura contesa, che sfociò nella famosa sentenza con cui la Corte Costituzionale nel 1978 dichiarò incostituzionale il divieto di brevetto dei farmaci, vinse la battaglia più importante per l'intera industria farmaceutica italiana. Questo successo e il riconoscimento delle sue capacità di grande visione lo portarono nel 1978 alla Presidenza della Farmindustria.

Sempre nel 1978 Alberto Sergio Aleotti ricevette la nomina a "Cavaliere del Lavoro" da parte dell'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Dopo otto anni di Presidenza di Farmindustria dal 1978 al 1986, venne chiamato alla Vicepresidenza della Associazione Europea dell'Industria Farmaceutica, la "EFPIA ", e fino al 1990 ne fu Presidente. Aleotti, grazie all'eccellente gestione dell'Associazione Europea, venne designato per il biennio '90/'92 alla Vicepresidenza della Federazione Mondiale delle Industrie Farmaceutiche, la "IFPMA " e alla fine del biennio, nel '92/'94 venne nominato Presidente (unico italiano ad oggi).

Nel 2004, la Facoltà di Farmacia dell'Università degli Studi di Genova conferì al Dr. Alberto Sergio Aleotti la Laurea honoris causa in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, la prima laurea honoris causa che la Facoltà ha conferito nei sui oltre cento anni di storia.
Nel 2005, il Presidente della Repubblica Federale di Germania, su segnalazione del Cancelliere Federale, gli conferì la Grosses Verdienstkreuz (Gran Croce al Merito) per il contributo economico e sociale dato alla Germania con la riorganizzazione della Berlin- Chemie, acquistata da Menarini nel 1992.
Nel 2007 ricevette il Premio Ernst & Young come "miglior imprenditore dell'anno" nella categoria Global.
Nel 2014 il Gruppo Menarini è la più grande multinazionale farmaceutica italiana nel mondo. Con 3.275 milioni di euro di fatturato consolidato (dato 2013) è al 16esimo posto su 5.180 aziende in Europa ed al 38esimo posto nel mondo su 18.237 aziende. 
Il Gruppo Menarini è oggi presente in oltre 100 Paesi nel mondo.
Il numero dei dipendenti è cresciuto dalle 188 unità del 1964 ai 16.603 dipendenti del 2013 (91% laureati e tecnici). 

07 Maggio 2014

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