Ospedale di Cuorgné. Rubano fede nuziale a paziente in coma. Ma l’Ipasvi corregge la stampa: “Non è stato un infermiere”

Ospedale di Cuorgné. Rubano fede nuziale a paziente in coma. Ma l’Ipasvi corregge la stampa: “Non è stato un infermiere”

Ospedale di Cuorgné. Rubano fede nuziale a paziente in coma. Ma l’Ipasvi corregge la stampa: “Non è stato un infermiere”
“Ancora una volta assistiamo a una generalizzazione nell’informazione ai cittadini che mette all’indice la categoria degli Infermieri”, interviene la presidente Ipasvi di Torino, Maria Adele Schirru. Molte testate hanno infatti  descritto l’autore del furto come Infermiere, “mentre si tratta di un operatore sociosanitario che con gli infermieri non ha nulla a che fare”, precisa Schirru.

Non è stato un infermiere a rubare la fede all’anziana 85 enne ricoverata, in coma, all’ospedale di Cuorgné. A precisarlo è la presidente Ipasvi di Torino, Maria Adele Schirru, che smentisce le numerose fonti che hanno descritto l’autore del gesto come Infermiere, “mentre si tratta di un operatore sociosanitario che con gli infermieri non ha nulla a che fare”.

“Ancora una volta – prosegue Schirru – assistiamo a una generalizzazione nell’informazione ai cittadini che mette all’indice la categoria degli Infermieri. Si tratta di errori mediatici che suscitano grande imbarazzo e risentimento nei professionisti: il termine “infermiere” è utilizzato senza distinzioni per indicare operatori di altre professionalità che compiono atti e, spesso, illeciti o reati di varia natura”.

La presidente dell’Ipasvi Torino osserva come “il principale fraintendimento dei mezzi di comunicazione avviene quando si utilizza la qualifica di Infermiere, attribuendola erroneamente a personale ausiliario, a operatori sociosanitari – come in questo caso – o a operatori tecnici dell’assistenza. Eppure la differenza è netta: gli Infermieri da quindici anni ormai sono laureati (in base alla legge 251/2000 – Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica) e dal 2004 conseguono la laurea specialistica in Infermieristica (5 anni) per poter operare come responsabili esclusivi dell'assistenza sanitaria. L’operatore sociosanitario (OSS) è una figura di supporto che coadiuva gli operatori professionali in ambito sanitario e sociale; nello svolgimento delle sue attività si attiene alle indicazioni che da loro ricevono. Il suo compito è, in questo caso, su indicazione e valutazione dell’Infermiere anche svolgere attività che aiutino le persone a soddisfare i bisogni di base (alimentazione, igiene personale, cura di sé, mobilizzazione ecc.)”.

Per Schirru “è evidente il danno di immagine che deriva da una generalizzazione di tale definizione per la professione infermieristica, apprezzata e ben conosciuta dai pazienti, non certo nella forma negativa che spesso emerge per colpa di terzi estranei. E in questo senso chiediamo ai mezzi di informazione maggiore attenzione e di ristabilire quanto prima la verità nell’interesse e nel rispetto dei nostri professionisti, ma soprattutto dei cittadini e dei pazienti che a questi si affidano con fiducia”.

06 Luglio 2017

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