Parto in casa. I neonatologi contro decreto Zingaretti: “Non è sicuro, il rischio non è prevedibile” 

Parto in casa. I neonatologi contro decreto Zingaretti: “Non è sicuro, il rischio non è prevedibile” 

Parto in casa. I neonatologi contro decreto Zingaretti: “Non è sicuro, il rischio non è prevedibile” 
Presa di posizione del presidente della Sin, Costantino Romagnoli, sul decreto della regione Lazio che stabilisce un rimborso economico di 800 euro per le donne che decidono di partorire in casa. "Ci potrebbero essere ripercussioni sulla mortalità neonatale e ad un ulteriore incremento di contenziosi medico-legali".

In seguito alla recente notizia del decreto della regione Lazio che stabilisce un rimborso economico di 800 euro per le puerpere che decidono di partorire in casa, la Società italiana di neonatologia (Sin) è intervienuta, con una dichiarazione del presidente, Costantino Romagnoli. "La demedicalizzazione dell’evento parto è uno degli obiettivi che la Società italiana di neonatologia ha fatto proprio fin dalla sua costituzione. Altrettanto importante è garantire la sicurezza del neonato al momento del parto e nei giorni di degenza nella struttura che lo ha visto nascere. Di qui l’annoso problema, ancora non risolto, della chiusura dei centri nascita con piccoli volumi di attività (<500 o meglio < 1000 nati per anno)".

"Non ci sorprende il decreto della Regione Lazio – ha proseguito Romagnoli – che è basato su un assunto non dimostrabile.
Perché indimostrabile? Perché, nonostante le alte competenze che ostetriche e ginecologi possano fornire, le complicanze del parto e del post-partum non sono prevedibili in modo assoluto: ne è la prova la mole di contenziosi medico-legali che i colleghi ostetrici si trovano a dover fronteggiare. E vi assicuro che non si tratta quasi mai di malasanità".

"D’altra parte l’esperienza statunitense di molti anni fa aveva dimostrato che il rischio non è prevedibile – ha sottolineato il presidente Sin – tanto è vero che, come ha sottolineato bene la Sigo, i paesi che provano ancora il parto a domicilio hanno un tipo di organizzazione che è ben lungi dall’essere realizzabile nel nostro paese. Di qui la perplessità della Sin verso questa decisione che potrebbe portare alla possibilità di ripercussioni sulla mortalità neonatale e ad un ulteriore incremento di contenziosi medico-legali".

"Penso che l’obiettivo da perseguire sia quello della garanzia della massima sicurezza dell’evento parto sia per la madre che per il neonato, incrementando la collaborazione tra tutti gli operatori del settore, coinvolgendo maggiormente le famiglie nella gestione del post-partum e dell’allattamento, incrementando la dimissione precoce in sicurezza con accurati controlli di follow-up post dimissione – ha concluso Romagnoli -. Forse questo costa di più degli 800 euro stabiliti dal decreto, ma è certamente più utile per i nostri neonati che sono il nostro futuro".

18 Maggio 2014

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